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Solo per sempre tua, di Louise O’Neill

Da un lato la storia è assurda, ma leggendo le notizie di cronaca ci possiamo rendere conto come questo racconto non sia così lontano dalla realtà. Le due protagoniste isabel e freida, senza maiuscole perché non hanno diritto a un nome proprio, sono belle e magre, sono in attesa che un erede le scelga. Sono la perfezione, ma qualcosa non va come dovrebbe…

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Il Cappotto della Macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo

La Macellaia è in realtà la maestra di Palo Santo, paese argentino di sole 207 anime. Anime decisamente inquietanti, pettegole, meschine, vendicative. A ragion del vero bisogna sottolineare che ne Il Cappotto della Macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo, sono le donne le anime più nere e contorte, gli uomini sembrano abbastanza succubi del loro potere, anche se causa diretta di tutti i mali.

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Una famiglia quasi perfetta, di Jane Shemilt

Una figlia che decide di sparire nel nulla lascia una scia di dolore incredibile, una madre che cerca di capire il perché può risultare a tratti insopportabile, senza offesa ma se un domani mia figlia a quindici anni scappa con un uomo adulto, spacciatore, mentre è incinta di un altro, prima vado a riprenderla e poi, forse, cerco di capire il perché. Il padre traditore alla fine è il male minore in una casa dove tutti convivono ma nessuno si accorge dell’altro.

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La vita secondo Banana, il capolavoro di Wong PP

Scritto in maniera impeccabile, il romanzo racconta la storia di una ragazzina di 12 anni, una ragazzina cinese ma nata in Inghilterra. Attraverso questa storia Wong PP sottolinea il razzismo e la cattiveria che si ferma alla forma degli occhi, la paura del diverso, e il terrore dell’incomprensione. Ma lo fa con quel velo di ironia che porta il lettore a capire, valutare e andare oltre la razza per amare la piccola Xing Li (la x si pronuncia come una s).

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Non cercarmi mai più, di Emma Chase

Lui, stronzo, donnaiolo, bravo nel suo lavoro, amato da mamma, papà, sorella, nipote e amici, è l’uomo che non deve chiedere mai.

Lei, bella, intelligente, prima della classe, ovviamente innamorata e fidanza da circa 10 anni, quindi assolutamente candida.

Lui si innamora di lei, scopano, lui fa arrabbiare lei, lei perdona lui, e tutti vissero felici e contenti. Tranne l’ex che poverino compare e scompare come un sasso destinato all’oblio.

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Le convalescenti, di Gazier Michèle

Tre protagoniste, tre donne diverse, non solo per età anagrafica ma anche, e soprattutto, per profondità del dolore unito a differenze sociali notevoli. Tre vite con in comune un solo tassello: tutte e tre stanno trascorrendo un periodo di convalescenza in un paese sperduto della Francia; tutte hanno bisogno di staccare dalla vita reale e necessitano di un momento di rifugio. Tutte, hanno bisogno di prendere le distanze dalla realtà per poterla affrontare.

L’amante giapponese, di Isabel Allende

La vecchiaia si presenta inesorabile, e con lei i ricordi, la famiglia, le occasioni mancate e le paure, ma la sensazione è quel troppo, troppa sfiga, scusate il francesismo; ma se da un lato scopriamo i campi di concentramento americani per i giapponesi, dopo l’attacco a Pearl Harbor, le grande battaglie di quell’epoca vengono appena sfiorate: omosessualità, AIDS, differenze di classe, razzismo.

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Anche le sante hanno una madre, di Allan Gurganus

Caitlin è la figlia adolescente apparentemente perfetta che tutti vorrebbero avere, Jean è la madre, con QI superiore alla media, ma costretta a fare “solo” la madre di tre figli. Caitlin è talmente generosa da prendere tutte le scarpe della madre per donarle ai bisognosi… Jean vacilla tra l’amore incondizionato verso la sua creatura, e un poco nascosto risentimento nei confronti della sua perfezione. Ma anche quando il sarcasmo supera la ragione il racconto della madre manifesta un amore incredibile nei confronti della figlia

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Florence Gordon, di Brian Morton

Ho apprezzato ogni singola pagina di questo romanzo, forse perché sono cresciuta a pane e pensiero della differenza, forse perché anch’io vanto una zia femminista fino al midollo, una zia che ha ceduto alla vecchiaia senza permettermi di dirle quanto le ho voluto bene, o semplicemente perché è un romanzo dove ogni donna può ritrovare un suo frammento, e, al contrario di come spesso accade, dove anche l’uomo appare semplicemente travolto da tanta forza, fino a brillare a sua volta, non certo vittima di un movimento lontano e incomprensibile. Solo l’uomo illuso ne esce distrutto, ma per lui abbiamo poche soluzioni.