Recensione La conquista di June Gray, romanzo molto romantico e poco erotico

laconquistaAppena uscito per i tipi Nweton Compoton La conquista di June Gray viene presentato come un romanzo erotico, sexy e travolgente, in realtà si tratta di una storia d’amore con qualche scena di sesso, ben descritta, ma niente di così hot.

La storia regge, i protagonisti sono ben definiti, Elsie, giovane donna da sempre innamorata del suo migliore amico Henry, capitano dell’Aeronautica con qualche problema dovuto a stress post traumatico al ritorno da una missione. 

Il problema di base, a mio avviso, è l’attesa, la tensione iniziale è troppo breve, quel desiderio mai dichiarato ma perfettamente tangibile nell’aria, pronto ad esplodere. Quella scossa elettrica viene abilmente riportata nelle primissime pagine ma svolta e abbandonata in tempi troppo brevi, lasciando il posto a una bella storia d’amore, uguale a molte altre.

Non fraintendetemi il romanzo è ben scritto e si fa leggere volentieri, ma lo ritengo più adatto a lettrici super romantiche, a caccia di storie tormentate con un finale positivo per contratto, che per lettrici desiderose di avventure e sogni erotici non sempre realizzabili. In sintesi, troppi Ti amo fin dai primi capitoli per reggere l’etichetta di bollente e eccitante.

Henry stava facendo l’amore con me.
Quella constatazione mi colpì come una valanga e io mi sentii come sepolta sotto i detriti. Due pozzette di lacrime si formarono agli angoli dei miei occhi quando lo guardai, incapace di credere che quest’uomo che una volta era solo un ragazzo fosse mio. Almeno per il momento.
Gli cinsi la schiena con le gambe e lo spinsi a entrare più a fondo dentro di me. Non prese mai velocità, non ebbe mai esitazioni nelle sue spinte regolari e io sentii che stava arrivando un altro orgasmo. A ogni colpo protratto i miei muscoli si tendevano sempre di più, il mio corpo si avvolgeva intorno a lui finché l’ultima spinta che mi investì mi fece gridare il suo nome, mentre lui sussultava liberato.

Titolo: La conquista

Autore: June Gray

Traduttore: Maria Grazia Perugini

Editore: Nweton Compton

Anno: 2014

Prezzo: eBook Euro 4,99; cartaceo  Euro 9,90

Ti aspettavo, di Lynn J. Amore e ancora amore

ti aspettavoPerché Ti aspettavo di Lynn J., Editrice Nord,  sta avendo un tale successo ? Cosa rende questo romanzo diverso dai tanti per adolescenti/ragazzi (anzi ragazze, la trama è per giovani donne)? A mio avviso la risposta è semplice: è scritto bene. Senza pretese di alta letteratura Ti aspettavo si fa leggere volentieri, è coinvolgente, la storia d’amore tra i protagonisti è pulita, bella, senza troppe azioni artificiose, follie romanzate o intrighi inspiegabili.

Ovviamente non manca il lato drammatico della storia, il passato, difficile da dimenticare, pur insinuandosi tra le righe riesce a dare forza e stile al racconto. Nessun eroe o eroina, nessuna battaglia tra demoni o vampiri super sexy, ma due giovani che si incontrano e si innamorano, un balletto delle parti realistico; le normali paure, ampliate da  ricordi che dovranno venire affrontati, sono,  in fondo, paure di tutti, paura di amare e di fidarsi.

Avery ha scelto l’Università più lontana da casa, dai genitori, dai presunti amici, dalla scuola; ha scelto di ricominciare e lasciarsi alle spalle il passato, un giorno solo è bastato per rovinarle l’adolescenza, una violenza che dopo anni la distrugge e le impedisce di fidarsi degli altri. Cam è il bello dell’Università, anche lui mantiene un segreto custodito nel cassetto, ma fondamentalmente ama divertirsi, amoreggiare con le sue coetanee, imparare. Entrambi i protagonisti sono intelligenti, belli, appassionati, e come è giusto che sia già dal primo incontro il filo del destino ha deciso di unirli.

Nonostante le difficoltà, le paure, i segreti e i rifiuti, il romanzo annuncia una bella storia d’amore, circondata da amicizie reali, sincere. Una storia che vede la famiglia di lei plasmare l’antipatia assoluta, ma per fortuna,  i genitori di lui riescono da soli a donare un minimo di dignità anche alla categoria.

Personalmente ritengo che il successo sia dovuto principalmente al passaparola delle giovani lettrici, giovani donne impegnate, studentesse intelligenti; Cam non è un principe azzurro, ma un ragazzo come tanti, un piacere incontrarlo.

Titolo: Ti aspettavo

Autore: Lynn J.

Editore: Editricie Nord

Anno: 2014

Prezzo: 16,40 Euro

Disponibile anche in eBook

 

Fermate gli sposi di Sophie Kinsella, scorrevole ma scontato

fermate gli sposiPartendo dal presupposto che le commedie romantiche firmate dalla famosissima Sophie Kinsella, piacevoli, simpatiche, divertenti, non sono mai spiccate per originalità, e aggiungendo un sereno “ma chi se ne frega”: la bellezza delle sue storie si sono distinte per scioltezza non certo perché nuove, e hanno sempre saputo donare attimi di piacevole lettura alle tante appassionate del genere rosa non troppo impegnato ma sempre dannatamente romantico, Fermate gli sposi! lascia un po’ perplessi.

Probabilmente la volontà di usare un io narrante doppio, Lottie e la sorella Fliss, assieme a un susseguirsi di stratagemmi a dir poco inverosimili, hanno reso la storia una sorta di sceneggiatura per il prossimo cinepanottene, allontanandola dall’aspetto che a mio avviso risulta il lato più amato nei romanzi di Kinsella: la verosimiglianza.

Lottie è una giovane in carriera, convinta di assistere alla vigilia del suo fidanzamento si ritrova sfidanzata in meno di un ora. Capita, e spesso le donne quando si sento abbandonate prendono decisioni drastiche, dal taglio di capelli, al viaggio in capo al mondo (sola perché sto meglio), al cambio di città. Lottie va oltre, decide di sposare un ex, molto ex, ricomparso come per caso e a sua volta alle ricerca di  cambiamenti capaci di modificare una vita intera.

Sposi in pochi giorni i due novelli non hanno fatto i conti con la sorella di lei, Fliss, che pur di non far consumare il matrimonio se ne inventa di cotte e di crude.

La scrittura scorrevole tanto apprezzata di Kinsella torna prepotente, tutto le si può criticare ma la sua innata capacità di raccontare rimane a mio avviso intoccabile, però… Fermate gli sposi! fa arricciare il naso; la trama, scontata, banale, già vista, letta e sentita (mai nel mondo reale) lascia con l’amaro in bocca.

Non ce la faccio, non ce la faccio più. Sarò la prima persona al mondo a morire di frustrazione sessuale.
Ricordo lunghe, intollerabili attese da bambina. L’attesa della paghetta, del compleanno, del Natale. Ma una così mostruosa non l’avevo mai sopportata. È stata una tortura terrificante. Cinque ore, quattro ore, tre ore… Per tutto il viaggio in aereo e il tragitto in macchina dall’aeroporto, ho continuato a ripetermi “manca poco… manca poco… manca poco”: è l’unico modo per non impazzire. Ben continua ad accarezzarmi la gamba. Guarda dritto davanti a sé, il respiro calmo e regolare. Mi rendo conto che sta per esplodere come me.

I troppi imprevisti, scene grottesche, battute leggere, rendono il romanzo poco credibile, dall’inizio alla fine, nelle splendide spiagge e tramonti di Ikonos, la storia sembra un mix esplosivo tra “Alla ricerca della pietra verde” e “Animal House”.

Titolo: Fermate gli sposi!

Autore: Sophie Kinsella

Editore: Mondadori

Traduttore: Paola Betante

Anno: 2013

Prezzo: Euro 20,00

Come inciampare sul principe azzurro di Anna Premoli

principe azzurreCome inciampare sul principe azzurro di Anna Premoli è esattamente quello che il titolo ci fa intuire: un romanzo scorrevole, poco impegnato, e, aggiungo, simpatico. A differenza del Premio Bancarella 2013, Ti prego lasciati odiare, che non ho risparmiato su queste pagine virtuali, questo secondo lavoro, auto pubblicato come il precedente dall’autrice e successivamente ripreso e lanciato dalla Newton Compton,  rovescia gli stereotipi in maniera inizialmente forzata per poi rendere la lettura divertente e nonostante il finale appaia da subito evidente, piacevole da leggere.

Lei, Maddison, è una londinese, non credibile dato che ama il caffè e il cibo italiano senza accennare mai ai classici cibi inglesi, poco attaccata al suo lavoro. Probabilmente per fare uno sberleffo alle eroine della letteratura rosa sempre in corsa verso la carriera, Anna Premoli ha scelto una protagonista femminile che semplicemente combatte contro il femminismo della madre, pur pretendendo di arrangiarsi nel faticoso atto di portare le valige. Maddison non apprezza il suo lavoro, lo ritiene noioso, cerca di sopravvivere senza farsi notare, osanna la mediocrità, anche se il suo aspetto fisico, paragonabile a quello di una modella, la rende poco credibile, e nonostante queste scarse credenziali un bel giorno viene trasferita a Seoul, a capo di un team e con un superiore, Mark, bello da far piangere, con tratti orientali e altezza americana.

Ovviamente il libro si concentra nel balletto odio amore dei due protagonisti, fino al gran finale.

Niente di nuovo, vero, banale, forse, la realtà è che Come inciampare sul principe azzurro è semplicemente simpatico, divertente, e, a mio avviso, riscontrerà il meritato successo proprio perché fa della semplicità narrativa il suo punto di forza.

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