I guardiani dell’isola perduta, di Stefano Santarsiere

510AVY-HPXL._SX330_BO1,204,203,200_I guardiani dell’isola perduta“, di Stefano Santarsiere, Newton Compton, è uno di quei romanzi che definire d’azione è poco. Veloce, accattivante, sempre in movimento, capace di farti dubitare di ogni dettaglio (anche di quelli che ti hanno insegnato a scuola), affabile ma con distacco, vero, in parte. Questo romanzo unisce l’avventura alla fantasia, ma lo fa aggiungendo un enorme punto di domanda alle nostre certezze: conosciamo davvero così bene gli abissi degli oceani da poter giurare con assoluta certezza che la vita si sia fermata solamente più in superficie?

I misteri degli abissi affascinano da sempre, probabilmente perché è uno dei pochi luoghi terresti non ancora totalmente esplorati, e questo non sapere ci permette di immaginare senza necessariamente volare nello spazio.

“I guardiani dell’isola perduta”, dicevamo, un romanzo ben costruito, ben scritto, e soprattutto piacevole. Abbiamo un giornalista esperto in eventi non spiegabili dalla scienza, un amico, una fidanzata, e poi tanti tantissimi personaggi, buoni e cattivi, che insieme orchestrano un racconto originale.

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Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin

 gli-occhi-neri-di-susan_8575_Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin, è una lettura piacevole nonostante sia ingannevole; non è un thriller, nel senso che non ha, sebbene in realtà vorrebbe, quella giusta dose di suspance, non è un giallo, non è psicologico, anche se uno dei coprotagonisti è uno psichiatra. Ama ballare con il tempo , e lo fa molto bene, passato e presente sembrano intrecciarsi presentando al lettore un unico racconto sensato e coerente. Anche se l’assassino appare abbastanza scontato, nonostante tutto.

Come accennavo il romanzo si basa su continui salti temporali, il ieri che presenta la protagonista Tessa appena dopo la terribile vicenda che l’ha vista protagonista: è stata ritrovata viva in una fossa, sepolta da ossa, e priva di memoria. E l’oggi: Tessa vent’anni dopo, mamma di una splendida adolescente e convinta di aver contribuito a condannare a morte un uomo innocente.

Gli altri personaggi sono il poliziotto figo e buono, l’ex amica presente nel ieri ma scomparsa nell’oggi, lo psichiatra.

Come scrivevo all’inizio, il romanzo è piacevole e intreccia bene i vari sbalzi temporali, un po’ troppo angoscioso a tratti ma nell’insieme coerente, abbastanza. Il punto che più mi ha lasciata perplessa è che non viene spiegato il perché il colpevole è così perverso. Manca il movente. Semplicemente è pazzo, questa è una spiegazione che non mi basta.

Per concludere, un romanzo che si fa leggere, senza troppe pretese.

L’informatore, di John Grisham

downloadJohn Grisham non delude mai, è un dato di fatto. Ovvio, devono piacere le sue storie asciutte, lo stile strigliato, narrativo e concreto, ma, se cercate un thriller con tutti i dettagli al loro posto e la giusta dose di suspense… i suoi romanzi catturano, sempre.

Non fa eccezione L’informatore, conciso, diretto, capace di narrare una storia complessa, articolata dai molti personaggi senza mai perdersi in inutili dettagli. Vero protagonista del suo ultimo romanzo la corruzione, quella che conquista anche le persone inizialmente per bene, quella che a furia di ricchezza e potere cambia e modifica intere comunità.

Un giudice corrotto, una comunità indiana alla deriva, mafia, e ovviamente i buoni, quelli che, nonostante il pericolo, vogliono scoprire la verità per fermare la macchina del male.

Certo, John Grisham  divide il mondo in bianco e nero, buoni e cattivi, cattivissimi, ma a noi, comuni lettori, piace anche per questo.

L’informatore, John Grisham , Mondadori, 2016, Euro 22,00, ebook 9,00 Euro

La via del male, di Robert Galbraith

downloadRobert Galbraith, ovvero  J.K. Rowling, ha da poco presentato ai lettori, noi, il suo ultimo romanzo dedicato a Cormoran Strike, il detective privato gigante buono che oramai abbiamo imparato ad amare, nonostante la sensazione di confusione data dallo pseudonimo dell’autore e da tutti i retroscena.

Lo amiamo, scrivevo, perché è un personaggio che funziona a tutto tondo. Con i suoi vizi e i suoi pregi, gli vogliamo bene nonostante i suoi eccessi e siamo affascinati dalla sua stazza e dal suo passato turbolento. Ci piace anche la sua assistente Robin, bella al punto giusto ma soprattutto molto intelligente anche se sta per sposare un deficiente (cosa che sembra capitare spesso anche nella vita reale).

Ma… La via del male ha un ma gigantesco: nonostante le sue oltre 600 pagine, la scrittura fluida e ben strutturata, ma qui lo sappiamo che J.K. Rowling sa scrivere bene, inutile ribadire l’ovvio, il terzo romanzo dedicato a Strike non funziona.

Non funziona perché è troppo contorto, i tanti personaggi le tante piste alla fine stordiscono il lettore, l’autrice in sintesi non è riuscita a creare quell’aspettativa tipica del romanzo thriller, quell’ansia che porta il lettore pagina dopo pagina a continuare perché deve sapere chi è il colpevole. Bisogna ammettere che capire chi è l’assassino è praticamente impossibile, o almeno io ci ho rinunciato dati i troppi dettagli e i diversi punti di vista narrativi.

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I mercanti dell’Apocalisse, di L. K. Brass

Mercanti Apocalisse GiuntiGli editori ascoltano il grande pubblico, lo fanno eccome, e I mercanti dell’Apocalisse, di  L. K. Brass è l’ennesima dimostrazione. Nato come self-publishing I mercanti dell’Apocalisse viene proposto oggi da Giunti e si propone come thriller finanziario dai ritmi veloci e avvincenti.

Passato da semi sconosciuto alle prime posizioni di Amazon in pochissimo tempo, a corteggiato da grandi editori in ancora meno, I mercanti dell’Apocalisse ha già dimostrato ampiamente di venire apprezzato dal pubblico, probabilmente i motivi sono diversi: dalla storia originale e contemporaneamente attuale, al ritmo, all’evidente volontà di realizzare un thriller in stile americano. Di quelli che ti bloccano alla poltrona per capirci.

La storia: Daniel è un uomo geniale, matematico di successo, e uomo d’affari, ma la sua vita viene spazzata via, interrotta, quando l’aereo dove viaggia sua moglie e le due figlie gemelle esplode. Rimasto solo con la figlia maggiore cerca con fatica quella normalità oramai svanita, ma un’attentato alla sua vita lo rende decisamente sospettoso.

Daniel vuole solo una cosa:  proteggere la figlia, così decide di sparire, fingendo la sua morte. Perché Daniel non è semplicemente un matematico, ma un genio della rete, capace di creare diverse identità, profili, e vite parallele. Così Daniel muore e lascia il posto a molti, forse troppi, alter ego.

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Urla nel silenzio, di Angela Marsons

urla-nel-silenzio_7271_x600Urla nel silenzio è il tipico thriller che ammicca alla letteratura americana, sebbene l’autrice Angela Marsons  sia inglese e il romanzo è ambientato nella Black Country.

Thriller americano, perché la struttura della storia è a mio avviso già letta, e non solo in una occasione, tanto che assassino e moventi risultano palesi già dalle prime pagine, e il personaggio principale così rigidamente strutturato da apparire legnoso, è troppo stereotipato.

Ma, e qui siamo alle solite, il libro ha conquistato in breve tempo le vette delle classifiche, e sembra venire apprezzato dai più. Quindi è evidente che il problema sono io 😉

Kim, la protagonista, è un detective donna senza gonnella, va in moto, è una dura, è amata dai suoi colleghi, ritenuta una testa calda viene comunque protetta dal capo. Strafiga e molto intelligente, cela, ovviamente, un’infanzia colma di sofferenze. Kim collega una serie di omicidi apparentemente isolati, e nel farlo scopre un cimitero di ossa vicino a un orfanotrofio femminile, chiuso da tempo a causa di un incendio.

I molti personaggi e la voce del omicida si susseguono fino alla soluzione del mistero.

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Omicidi quasi perfetti, di Stuart McBride

omicidiquasiperfettiRaramente mi capita di trovarmi così indecisa nel giudizio da dare a un libro. Oserei definirmi divisa a metà, aspetto da non sottovalutare quando il protagonista è un thriller di quelli da farti sobbalzare dal divano pagina dopo pagina. Eppure, Omicidi quasi perfetti di Stuart McBride mi ha lasciata così: divisa a metà.

Il motivo è semplice, il libro ha una trama principale, assolutamente ineccepibile, e una trama secondaria che davvero ancora fatico a spiegarmi. Il filone principale, quello dedicato al serial killer procede senza intoppi, prende il lettore, lo attanaglia, fa amare la profiler Alice tanto da volerla come unica protagonista di altre storie, e il cattivissimo non si intuisce se non solo alle battute finali. La trama secondaria è una sorta di presa in prestito al mondo gangster, un brutto film dove splatter e cazzotti, pallottole e occhi cavati, vengono narrati tra un panino alla marmellata e una visitina dal dentista.

Da qui la mia perplessità, come è possibile che la stessa persona riesca a scrivere una trama così impeccabile, con personaggi convincenti e ben caratterizzati, e contemporaneamente, nello stesso romanzo, riesca a proporre una tale orribile unione che sembra uscita dalla scena peggiore del peggior film americano (lo scrittore è scozzese)?

Non me lo spiego, ma se riuscite a tralasciare le parti assolutamente inutili di vendette e ricatti, che anche se venissero eliminate da un colpo di editor non modificherebbero di una virgola la trama principale, allora vi troverete tra le mani un thriller assolutamente interessante.

Il rischio è vostro.

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Ossa fredde, di A. J. Cross. Finale caotico, ma …

ossa freddeSe siete degli amanti della serie C.S.I o Bones, o una delle tante saghe televisive dove il killer è un super psicopatico e chi da la caccia al killer un super buono, allora troverete la lettura di Ossa fredde, A. J. Cross , Giunti editore, un libro rilassante. Non fraintendete, morti e panico ce n’è per tutti, ma la trama è molto pulita e non ci sono colpi di scena. Niente palpitazioni, insomma, una storia, un pazzo e una dottoressa, poliziotti buoni e poliziotti cattivi, mariti disgraziati e figlie adolescenti nella norma.

Punti pro: la storia regge, i personaggi sono ben definiti, il libro si fa leggere volentieri.

Punti contro: a tratti noioso, e il finale non è affatto un colpo di scena, non pensate di esclamare un “non me lo aspettavo proprio” seguito da “ma da?! è lui il cattivo!” . In realtà il romanzo vorrebbe, ma non ci riesce. Le ultime pagine, pur accelerando il ritmo, ritrovano il lettore corrucciato, con un grande punto di domanda stampato in fronte mentre pensa” e chi sarebbe sto tipo?”

A mio avviso  il favoloso colpo di scena non è affatto facile, e cercarlo a tutti i costi rischia di adattare la storia a pretese narrative che non appartengono a chi scrive.

In Ossa fredde il finale sembra scritto da altri, recuperato in fretta e furia e appiccicato perché bene o male un romanzo deve finire. Non ci sono indizi, o meglio ci sono troppi indizi, molti assolutamente inutili. Devo ammettere che disseminare il romanzo di dettagli utili a chi legge per capire da solo chi è il cattivo non è affatto facile, un arte da affinare. Un arte di pochi.

Eppure l’autrice mi ha incuriosita, e credo che leggerò anche i suoi prossimi lavori, le basi ci sono e a mio avviso un buon thriller aspetta solo la storia giusta per prendere forma, e stupirci anche nel finale.

Titolo : Ossa fredde

Autore:  A. J. Cross

Traduttore: Annalisa Di Liddo

Editore: Giunti

Anno: 2012

Prezzo: € 12.90

 

 

Polvere, l’ultima indagine di Kay Scarpetta, di Patricia Cornwell

polvere-patricia-cornwellHo perso il conto di quanti libri la brava Patricia Cornwell ha dedicato al medico legale Kay Scarpetta, ma niente panico la sua ultima fatica, Polvere, me lo ricorda: ventuno. L’antropologa più famosa della letteratura rischia di superare le puntate di C.I.S.

Scherzi a parte, Polvere è sicuramente un romanzo ben strutturato, ricco di suspance e descritto in maniera impeccabile; altro pregio, a mio avviso, della serie: non occorre aver letto tutti e venti i libri precedenti. Certo, ci sono amanti che muoiono e poi ritornano, un po’ come Beautiful, nipotine geniali che ne combinano di tutti i colori, ma ogni indagine è una storia a se stante e il personaggio principale, Kay Scarpetta, funziona sempre.

Ma torniamo a Polvere, in questo romanzo gli intrighi rischiano di stravolgere le vite di tutti i protagonisti, non solo un killer spietato, ma anche colleghi corrotti, passato insabbiato, minacce non velate. Il romanzo inizia con un omicidio apparentemente isolato, ma man mano che il ritmo aumenta svela diversi risvolti fino all’eclatante finale.

Ovviamente i buoni vincono e i cattivi perdono, ma a che prezzo?

Mi guardo velocemente allo specchio mentre ci passo davanti. Sono pallida, ho il pigiama di seta nero tutto stropicciato, i capelli biondi appiccicati alla testa, gli occhi azzurri un po’ spenti. Sono dimagrita e ho l’aria spiritata, dopo sogni che sembrano il replay di un passato che un po’ mi manca e un po’ no. Avrei bisogno di farmi una doccia, ma non c’è tempo.

Ho notato una maggiore cura nella scrittura, come se l’autrice si fosse raffinata nei dettagli, piccole descrizioni che aiutano a rendere i personaggi maggiormente reali, meno astratti. Questo fa pensare che probabilmente arriveremo fino alla Scarpetta numero 30.

Tiro fuori dalla tasca della giacca il telefono per fotografare un’impronta e, quando mi raddrizzo, vedo tutto nero. Per un attimo, mi sento svenire. Un calo glicemico. Alzo lo sguardo verso le cime degli alberi spogli che si stagliano contro il cielo limpido, rami che sembrano artigli e ondeggiano: sta cambiando il vento, lo sento frizzante sulla pelle. Mi guardo intorno in cerca dell’uomo che segue le sue vittime prima di ucciderle e che adesso forse sta seguendo me. Devo andare al CFC.

 

Titolo: Polvere

Autore: Patricia Cornwell

Editore: Mondadori

Traduttore: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Anno: 2014

Prezzo: Euro 20,00

 

La perfezione del male di Alex Kava, un thriller da leggere

La perfezione del male Alex Kava
La perfezione del male Alex Kava

Ho scoperto per caso La perfezione del male di Alex Kava, scrittrice americana degna di attenzione, e ora sto cercando di recuperare i successivi capitoli dedicati ai protagonisti della serie. Il thriller è ben strutturato, a tratti davvero malefico, nel senso che il serial killer è molto, molto, cattivo; ma nonostante alcune lacune di tipo realistico, e capitoli interi angosciosi, ma dato l’argomento ammetto che risultano inseriti in modo accurato, La perfezione del male funziona. La trama ricorda i più terribili episodi di Criminal Minds, quelli che mentre ti ostini a guardarli strozzando il malcapitato cuscino, o marito a seconda dei casi, continui a ripeterti che è tutta fantasia.

Il Seria Killer in questione uccide bambini, e già questo fatto da solo è difficile da sopportare, ma per chi davvero non desidera affrontare una lettura del genere devo sottolineare che l’autrice si è ispirata ad un fatto vero, non che questo consoli; le famiglie di un piccolo centro, Platte City, assistono alla drammatica sparizione dei loro figli, e mentre la polizia riesce solamente a intuire che i casi si rifanno alle dinamiche di un passato assassino, già giustiziato, i corpicini dei piccoli vengono ritrovati, martoriati e torturati.

I due protagonisti, la profiler Maggie O’Dell, bella e spietata, e lo sceriffo del luogo l’altrettanto attraente Nick Morrelli, riusciranno a identificare il vero killer nonostante la sua furbizia li indirizzi spesso verso altre soluzioni.

Il romanzo è piacevole, i dialoghi ben strutturati, la storia d’amore tra i due protagonisti presente ma non in maniera eccessiva, il dolore palpabile in ogni parola. Non mi è chiaro perché questa serie di romanzi, quattro mi sembra di capire, dedicata all’agente dell’FBI O’Dell sia così difficile da reperire in Italia, ma non intendo darmi per vinta, perché tra i tanti thriller poco convincenti del panorama letterario attualmente proposto La perfezione del male si difende in maniera notevole.

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Il sogno di volare, il noir di Carlo Lucarelli

lucarelli_libroIl lettore che ha amato ogni singola virgola di Almost Blue, sta affrontando la lettura de Il sogno di volare, Carlo Lucarelli, Einaudi 2013, con una sorta di rispettosa ansia. I critici hanno anticipato la presenza di Grazia Negro,e  il risultato è che la passione verso il noir firmato Lucarelli si è fusa alla felicità del ritorno dell’Ispettore superiore Negro, l’aspettativa finale, però, rischia di far vacillare il giudizio.

Alta aspettativa.

Data la poco velata minaccia dell’autore riportata nelle ultime pagine del libro, minaccia rivolta ai critici seri e non, come chi scrive, non ho alcuna intenzione di raccontarvi i dettagli del romanzo, tanto meno il finale; minacce a parte, concordo con l’autore: svelare il finale di un romanzo, qualsiasi romanzo, è paragonabile a un delitto di stato.

Su questo pagina virtuale scriverò quindi solo qualche personalissimo giudizio, senza svelare dettagli, e senza alcuna pretesa di saperne di più dei critici, quelli seri.

La splendida Grazia Negro torna a riempire le pagine di Lucarelli, una donna, un poliziotto, una donna incasinata, come spesso accade nella vita delle trentenni, un bravo poliziotto.

Un serial killer, un amore, diversi chili di odio e una buona dose di paura.

L’aspetto assolutamente favorevole del romanzo è la scrittura di Lucarelli, veloce, ritmata, coinvolgente, capace di saltare da un io all’altro senza mai dare una sensazione di confusione, delineata, dettagliata, scorrevole e contemporaneamente completa.

Credo che gli appassionati del genere apprezzeranno questo romanzo, ma lo consiglio anche a chi è semplicemente amante della lingua italiana perché gli spunti utilizzati sono degni di tutta l’attenzione possibile.

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Inferno, Dan Brown. Delusione

infernoQuando un libro viene pubblicizzato, lanciato, reso un simbolo, prima ancora della sua pubblicazione, il rischio di deludere il lettore è altissimo. Quando lo stesso libro viene venduto a un prezzo, a mio avviso, spropositato, lo scatenarsi dei commenti negativi, perché traditi dal risultato, è una certezza. Se, a questi stati d’animo, aggiungiamo che Inferno non è un bel libro, la frittata è servita.

Dan Brown non è il solo responsabile dell’insuccesso, sono le troppe aspettative riposte sul suo scritto a far rovinare l’opinione verso una disillusione di massa.

Cosa mi aspettavo da Inferno? Personalmente solo una storia piacevole, da leggere in poche ore, capace di unire il thriller ai paesaggi italiani che più amo. Non avevo alte pretese di best seller, non ho mai pensato di leggere un capolavoro letterario.

Il codice Da Vinci è e rimane un bel libro, il fatto che sia balzato in vetta tra i più amati lo considero uno scherzo del destino, nemmeno il codice era un capolavoro, ma la trama reggeva, e l’aiuto da parte della Chiesa, che ne ha sconsigliata, o quasi vietata,  la lettura, è stato notevole.

Inferno ha una struttura interessante, un finale piacevole, ma lo svolgimento si arena in noiose spiegazioni, improponibili colpi di genio, e pochi, pochissimi, colpi di scena. Dan Brown ci ha viziato tra corse contro il tempo, Papa che si buttano da elicotteri, cattivi cattivissimi, capaci da soli di far tremare le istituzioni mondiali. Inferno, invece, ritrova tutti in Purgatorio, i cattivi non sono poi così cattivi, anzi, il pericolo si riscopre essere una farsa, e gli scienziati geniali vengono assolti dal bene comune.

Gli appassionati di Dante, o Firenze, o Venezia, inorridiranno di fronte alla superficialità di alcune descrizioni, i meno appassionati si annoieranno a morte cercando di assecondare, a fatica, i lunghi monologhi del famoso professore, accondiscendenza concessa per educazione, non certo per interesse.

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La stella nera di New York di Libba Bray, thriller, horror e paranormale

La stella nera di New York di Libba Bray è il romanzo perfetto per Halloween, ma poiché la notte dei mostri è passata lo posso definire il romanzo ideale per le notti buie e tempestose, da leggere al caldo, mentre una tempesta si fa sentire lungo le strade deserte, e la pioggia battente ricorda la sua presenza in maniera costante, quasi snervante. Se vi dovesse capitare una giornata così, da divano, caminetto e cioccolata calda, il romanzo di Libba Bray rappresenta il mix equilibrato tra paranormale, giallo e horror, il tutto ambientato negli incantevoli anni ’20 di New York.

La storia non è originalissima, ma le capacità narrative dell’autrice rendono il tutto assolutamente piacevole e intrigante, inoltre, particolare di rilievo, i molti non protagonisti conquistano notevole spazio portando il lettore ad avere una immagine d’insieme completa.

Negli anni del proibizionismo tornano i divinatori, ovvero persone con poteri speciali, quali la telepatia, la capacità di rendersi invisibili, la guarigione, la negromanzia o la capacità di predire il futuro immediato. Fin qui ricorda la serie televisiva Heroes, e, ovviamente, non mancano gli esperimenti del governo in merito, ma questa parte della storia verrà svelata, immagino, nel prossimo romanzo.  Protagonista di questo primo capitolo, oltre 500 pagine, la diciassettenne Evie, la ragazza possiede la capacità di leggere i segreti di ogni individuo semplicemente toccando un suo oggetto, il dono le permette di capire che il ricco del villaggio ha messo incinta la cameriera di turno, non creduta Evie viene cacciata a New York dallo zio un po’ matto e un po’ studioso. Eh già un’adolescente a New York, che immensa punizione!

Le vicende di Evie si intrecciano con le vite degli altri divinatori, anche se alcuni di essi non si incontrano mai. Nel mezzo delle divinazioni uno spietato omicida fantasma…

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Tempi Terribili di Sergio Luigi Duma, Libro Aperto Edizioni

La lettura di Tempi Terribili, Sergio Luigi Duma, Libro Aperto Edizioni, mi ha catapultata in un mondo insolito, capace di ricordarmi gli incubi di Dylan Dog (è un complimento), nel romanzo le parole sostituiscono le immagini e l’autore riesce a cullare il lettore tra una narrazione surreale e un rumore bianco assordante.

Sebbene presentato come un thriller noir a mio avviso l’opera è decisamente più complessa e articolata rispetto a un classico thriller, fantasia e realtà si intrecciano tra la noiosa esistenza di uno scrittore, a tratti apatico altri geniale, e le vicende incredibili di molti personaggi, vicende capaci di far vacillare la coerenza riuscendo a rendere il testo insolito e interessante. Non manca il serial killer, psicopatico al punto giusto, ma sono gli stereotipi e le denunce al perbenismo tramontato da tempo, anche se sempre in grado di farci scandalizzare, a scandire il ritmo della narrazione.

Tempi terribili è un incubo scritto in maniera egregia, godibile, volutamente frammentato, come un incubo serio dovrebbe essere, a tratti confuso, capace di creare nuove storie e trame dai pensieri inconsistenti dei suoi personaggi.

Mi ritrovai sul pianeta terra, qualunque cosa significasse. Mi feci domande sulla realtà. Forse tutto ciò che mi circondava non era autentico. Di sicuro stava accadendo qualcosa di orribile. E vi ero finito dentro. Era colpa dei tempi terribili.

Protagonista indiscussa dell’opera l’immaginazione, immaginazione del protagonista, lo scrittore frustato bi-sex, in procinto di cadere vittima delle sue fantasie, immaginazione dei molti personaggi, più o meno surreali, dall’amica, all’editore fino a sconfinare in incredibili lucertole, e poliziotti dai desideri nazisti, e infine l’immaginazione del lettore, non immune alla complessa narrazione.

“L’immaginazione… è l’immaginazione la causa. Non riesce più a tenerla sotto controllo. Sta prendendo il sopravvento”.

Impossibile riassumere la complessa trama, ma suggerisco di fare molta attenzione a un personaggio a tratti secondario, una voce prima sussurrata che nel tempo si insinua come io narrante , forse l’unica in grado di capirci qualcosa, forse l’unica capace di salvare lo scrittore.

“Inizio affermando che le leggi non sempre sono giuste. Mi riferisco alle leggi umane che, in quanto tali, sono imperfette. E l’imperfezione non deve necessariamente essere rispettata. Le leggi degli uomini vanno interpretate, adattate e manipolate, a seconda dei contesti e delle situazioni. ”

Titolo: Tempi Terribili

Autore: Sergio L. Duma

Anno: 2012

Editore: Libro Aperto Edizioni

Collana: E. A. Poe

Genere: Thriller/noir

Pagine: 340

Prezzo: 15.00

Il tribunale delle anime di Donato Carrisi

Il tribunale delle anime di Donato Carrisi, Longanesi, è un thriller complicato, un intreccio di storie che solamente verso l’inevitabile fine si fondono svelando ogni segreto. L’atmosfera è cupa e colma di mistero fin dalle prime righe del romanzo, due i filoni principali inizialmente sconnessi: uno vede il protagonista Marcus, un cacciatore del buio addestrato a riconoscere il male, impegnato nella ricerca di una ragazza scomparsa, ricerca che lo porterà ad altri omicidi, accompagnato da un misterioso vendicatore. Alla ricerca di Marcus è invece Sara, foto rilevatrice della scientifica e donna afflitta da un dolore immenso.

Diversi omicidi si susseguono, gli innocenti risultano colpevoli e alcune morti sono sospette fino al culmine del finale.

L’idea di raccontare l’inseguitore inseguito, a sua volta interrotto da capitoli che narrano vicende avvenute un anno prima compiute da un misterioso cacciatore, è molto interessante. Il ritmo del romanzo è altalenante, scorre veloce in alcune parti mentre in altre è lento e arranca. Ho apprezzato Roma come scelta geografica del dove avviene la storia narrata, nel primo romanzo Carrisi aveva omesso la geolocalizzazione e questo portava a mio avviso un timbro di incubo non reale.

Come già scritto in occasione de Il suggeritore le storie narrate sono davvero tante, troppe, il susseguirsi di personaggi apparentemente scollegati, porta il lettore a una difficile comprensione della trama, rendendo faticosa la lettura. Troppe inoltre le divagazioni di tipo artistico, storico e culturale inserite come parentesi da enciclopedia.

Sebbene continuo ad apprezzare le innegabili doti di Carrisi, ritengo anche in questo caso che il romanzo riporti troppi dettagli, storie e intrighi, l’idea di base è eccellente ma se la narrazione si concentrasse sul primo filone senza divagare in maniera eccessiva credo che l’autre potrebbe vantare un capolavoro.

Il tribunale delle anime

Donato Carrisi

Longanesi

Pagine: 464

Prezzo: € 18.60