Lookwood & co. La scala urlante di Jonathan Stroud

9788867157051_lookwood_and_co_la_scala_urlantePensavo fosse un libro per ragazzi, all’inizio aveva tutti gli ingredienti giusti. Ma poi mi è salita la fifa, proprio quella che ti attanaglia mentre leggi e ti fa saltare parole, o frasi intere, perché semplicemente è troppo spaventoso. A questo punto non so più come classificare Lookwood & co. La scala urlante  di Jonathan Stroud, se non come un gran bel libro. Forse non per tutti, nel senso che se i vostri ragazzi sono molto sensibili, hanno paura dei morti, non reggono i fantasmi, ecco allora forse questo libro non è per loro. Ma per tutti gli altri, anche adulti, sì!

Jonathan Stroud riesce anche questa volta a immaginarsi un mondo perfettamente credibile, non stravolge l’originale ma lo arricchisce di succose novità. Il mondo così come lo conosciamo sta subendo un avvento davvero insolito. Lo chiamano Il Problema, ovvero: i fantasmi, anzi un’epidemia di fantasmi.

Siamo a Londra, la città è trasformata a causa di queste essenze, più o meno letali, che la infestano da oramai cinquant’anni. Solo i bambini possono risolvere Il problema, perché solo loro possiedono i talenti per vederli, percepirli o sentirli (quest’ultimo è un talento molto raro).

Già a vent’anni i talenti spariscono, i pochi bambini che riescono ad arrivare a quell’età, cacciare i fantasmi è molto pericoloso, diventano supervisori. In teoria ogni gruppo di acchiappafantasmi ha un supervisore, tranne i nostri eroi che si dichiarano indipendenti.

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Django Girls a Firenze, la mia esperienza

django_girls_florence_logo.png__944x500_q85_crop_subsampling-2_upscaleIeri, 2 aprile 2017, ho partecipato al Django Girls Florence. Punto. Sveglia alle 4:40, treno, arrivo a Firenze alle 7:30, workshop dalle 9 alle 18, ritorno ore 22.

Una faticaccia, sì, ma ne è valsa assolutamente la pena.

Per lavoro, quello vero, mi occupo di comunicazione social e di educazione digitale, quindi di internet, ma soprattutto di come noi, tutti, usiamo internet, mi mancava quel dietro le quinte che è la programmazione. Per questo motivo ho deciso di partecipare, ammetto che la decisione è stata istintiva, ma evidentemente il mio istinto funziona ancora molto bene 😉

Ambiente stimolante, coach molto preparati e gentili, assolutamente impermeabili alle ondate di panico dei partecipanti. Così, armata di incoscienza e poca conoscenza, ho affrontato codici, facili, tutorial, programmazione cd.. / () [] >< { }

Un inizio, tentennante, ma pur sempre un inizio! Stupidaggini per chi già conosce almeno un linguaggio di programmazione, un’impresa per me assolutamente acerba dell’argomento.

Una giornata intensa, Marta, la mia coach, si è rivelata un’ancora di salvezza (secondo me ha ancora mal di testa a causa dei tanti perché, come, e urla di panico).

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Red Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill

rednoticeRed Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill, è una di quelle letture che ti inchiodano al divano e non ti concedono respiro; ma, l’aspetto più inquietante del romanzo è che è tutto vero. Non solo, ammetto che più volte mi sono dovuta ripetere che no, non si trattava di un racconto storico, e no, non era l’ennesima “favola” di 007 e affini. No.

La storia di Browder Bill parte dai primi anni novanta ma si sviluppa in tutta la sua tragedia nel 2010. Sei anni fa. I nomi dei politici che incontriamo sono gli stessi della cronaca attuale, e questo dettaglio disturba. Inutile girarci attorno, siamo convinti che determinate torture fisiche e psichiche, si siano fermate al passato, alla guerra fredda, a periodi storici lontani dal nostro quotidiano. Ne siamo talmente convinti che Red Notice – Scacco al Cremlino rappresenta un brutto e brusco risveglio. Certo, leggiamo le notizie, conosciamo la storia della Russia, sappiamo benissimo che non è un paese facile e prendiamo le distanze da molte vicende che la raccontano. Ma sono comunque vicende lontane da noi. Non ci appartengono, le assimiliamo, certamente le condanniamo, ma fondamentalmente non cambiano la nostra quotidianità.

Il romanzo di Browder Bill, invece, ci costringe a vedere il mondo, quello di oggi, quello che dovrebbe essere moderno e civile, con altri occhi, ci costringere a prendere coscienza di realtà attuali atroci, impossibili da perdonare.

La storia di Browder Bill è particolare, dopo una giovinezza passata più a combattere la storia della sua famiglia che a capire cosa realmente vuole dalla vita, finalmente chiarisce ogni dubbio con se stesso e decide di dedicare vita e lavoro alla Russia, o meglio ai capitali della Russia.  Diventa così uno dei più famosi uomini d’affari e fa la sua fortuna dirigendo il più grande fondo di investimento dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Hermitage Capital Management.

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L’incanto del tempo di Niccolò Gennari

niccolo-gennari-l-incanto-del-tempoDifficilmente accetto di leggere fantasy italiano, ammetto il mio limite, ho sempre paura di inciampare in quel già letto che rischia di trascinarti verso la noia. Ma, e sottolineo il ma, a volte mi lascio trasportare dell’istinto, e a volte vengo premiata. L’incanto del tempo di Niccolò Gennari è uno di questi rari casi.

Un romanzo fantasy classico ben costruito, capace di ricordare i grandi ma senza mai tradire il lettore, ben scritto fluido e con la giusta dose di colpi di scena e battaglie.

Certo, a tratti anche L’incanto del tempo mi ha lasciata perplessa per i diversi accenni a quel già letto, ma la trama e i personaggi rendono comunque originale il tutto, e quei richiami non disturbano ma rendono onore all’autore che si dimostra attento e scrupoloso.

Un mondo terrorizzato dalle ombre, ma che alle stesse ombre deve la sua luce, maghi immortali capaci di tramandare misteri, magia e anima di padre in figlio (o figlia), creature malvagie e potentissime streghe.

Ingredienti perfetti per un bel fantasy soprattutto se la missione riesce a catturare la fantasia di chi legge.

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Una giornata dall’aria antica, di Antonella Serrenti

una-giornata-dallaria-antica-377715Nassiriya 12 novembre 2003.

Forse non tutti ricordano e alcuni riescono a malapena a rammentare la paura nascosta nella memoria, ma chi ha vissuto quel giorno, o in prima persona o perché una persona cara si trovava in quel luogo, non potrà mai dimenticare.

Apprezzo molto l’omaggio a Nassiriya pubblicato in questi giorni dalla Graphe.it edizioni, Una giornata dall’aria antica, di Antonella Serrenti, sia perché ci inchioda di fronte a quella lontana, per noi, realtà, ma anche perché tramite le parole di Antonella Serrenti ci permette di rivivere il dolore di chi c’era, di chi a casa attendeva una telefonata, quella telefonata capace di rovinare la vita o di permetterle di continuare a scorrere.

La scrittrice Antonella Serrenti racconta la storia di Antonella mamma, mamma di un figlio che ha deciso di fare il soldato e quel 12 novembre 2003 era di stanza a Nassiriya. Nel racconto Una giornata dall’aria antica, Antonella riesce a fondere la sua paura e angoscia di fronte al non sapere con le parole, le sentiamo scivolare sotto la nostra pelle, percepiamo nitido il suo terrore di aver perso l’amato figlio in un modo così anacronistico, perché la guerra è per noi occidentali una irrealtà lontana e folle. Una NON possibilità.

E con Antonella riprendiamo a respirare quando finalmente il telefono suona.

«Mamma sto bene, dai non piangere! Mi senti? Sto bene! Smetti di piangere e tranquillizzati. Mamma, adesso non posso stare al telefono, siamo tutti impegnati, ti chiamo più tardi, va bene? Prometti che non piangerai! Prometti! Ciao mamma ti abbraccio forte forte»

Ma la bravura di Antonella Serrenti va oltre la sua personale storia, la scrittrice infatti presta le sue parole ad altri attori, protagonisti indiretti e non di quella vicenda, adulti e bambini, vecchi e giovani, tutti appesi al filo della verità.

Che senso ha andare in Afghanistan, ti devi rendere conto che i talebani non vi vogliono. Non vogliono che ripariate le loro strade, non pretendono che costruiate le loro scuole (poi tu papà, non sei capace neanche di usare il trapano) o che scaviate i pozzi per cercare l’acqua.

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Pezzetti di cielo, di Marco Maffei

160330_coverpezzetti3dNon è facile scrivere racconti, romanzi, favole, in onore della montagna, di quella montagna; non è facile perché lei, la signora montagna, blocca il respiro, e ti fa sentire polvere di fronte alla sua infinita grandezza. Molto rischioso.  Il rischio di scivolare in racconti già sentiti, o comunque piccoli di fronte a tale meraviglia, è talmente elevato da rendere l’impresa quasi impossibile.  Per questo quando mi hanno proposto di leggere Pezzetti di cielo, di Marco Maffei ero dubbiosa, oserei definirmi titubante. E invece…

E invece, sono stata categoricamente smentita, Pezzetti di cielo è una raccolta di ricordi passati narrati con estrema dolcezza, privi di quel pesante cadere del tempo, capaci di risvegliare memorie anche in chi legge. Se conoscete “quella” montagna vi ritroverete a sognarla ad occhi aperti, apparentemente innamorati e dispersi. Di contro, se per vostra sfortuna non siete mai stati suoi ospiti e non avete mai fatto la conoscenza della signora, allora non potrete più farne a meno.

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L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva, di Lidia Fogarolo

IXovZ2XPDTHx_s4-mbPremessa: anche se non siete esperti grafologi, ma comunque interessati all’intelligenza umana in tutte le sue meravigliose sfumature, vi consiglio di leggere questo libro.  L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva, di Lidia Fogarolo può sembrare solo in apparenza un manuale per gli addetti ai lavori, ma in realtà è un concentrato di nozioni e concetti capaci di chiare molti aspetti della complessità umana.

Ritengo la grafologia una materia molto difficile, studiandola si ha l’impressione di, inizialmente, non capirci un tubo, perdonate la sincerità;  poi, come d’incanto, ecco che tutti i tasselli trovano la giusta collocazione, ed ecco che ogni singolo segno, intrecciato agli altri, conquista il suo significato. Per chi è interessato all’argomento, ma non ha alcuna intenzione di dannarsi l’anima nello studio, complesso, della materia, Lidia Fogarolo presenta il suo nuovo libro, una lettura obbligata per chi invece studia grafologia,  e riesce nell’incredibile impresa di donare al pubblico un volume ricchissimo di dettagli grafologici ma anche e soprattutto di intuizioni e verità.

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Wolf. La ragazza che sfidò il destino, di Ryan Graudin

Wolf_RyanGraudinWolf. La ragazza che sfidò il destino, di Ryan Graudin diventerà sicuramente il best seller dell’estate, e, a onor del vero, parte da un’idea geniale, ma … (qui inizio con i miei secondo me), si perde un po’ per strada, ed è davvero un peccato perché prometteva bene, molto bene.

Andiamo con ordine, l’idea geniale di partenza è l’intuizione dell’autrice di partire da un fatto storico e stravolgerlo, lei stessa spiega che il tutto ha avuto inizio con la domanda “E se…?” . E se Hitler avesse vinto e fosse riuscito a creare il suo impero? Cosa sarebbe successo?

Da questa idea lo stravolgimento, scivolato nel fanatsy (scivolone che personalmente non mi è dispiaciuto). Peccato la mancanza di dettagli storici che avrebbero reso il racconto verosimile e molto più intrigante.

Yael è una bambina di 6 anni, Yael è una giovane donna della resistenza. Il romanzo si concentra sul passato e presente della protagonista, inafferrabile creatura, vittima degli esperimenti del dottor Geyer, capace di cambiare volto semplicemente spostando le ossa.

Passato e presente si rimbalzano e permettono al lettore di comprendere meglio chi è Yael, la sua storia, le sue origini. Sebbene la struttura del romanzo e l’insieme della storia conquista il lettore sono i dettagli a stranire. Il campo di concentramento è irreale, non rispecchia la realtà e convince poco: un concentrato di romanzi altrui. Così come le improbabili moto scelte per la gara, e la gara stessa, non credo che nel 1954 le strade in Africa, e nel mondo in generale,  potessero vantare un tanto scorrevole passaggio, la stessa Parigi Dakar iniziò nel ’79. La gara è comunque la colonna portante di tutto il romanzo: Yale, trasformata nella vincitrice Adele, solo se riuscirà a vincere il Tour dell’Asse, una corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo, potrà ballare con Hitler durante il  Ballo del Vincitore.

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Shiatsu. Per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi, di Marisa Fogarollo e Giuseppina Morrone

Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazziRegole, regole e ancora regole, i nostri ragazzi sono compressi, a volte, rigidamente intrappolati in un corpo che sta cambiando e contemporaneamente in bilico tra etichette e aspettative.

Faticano a respirare, a saltare, correre, semplicemente a crescere.

Ovviamente non accade sempre, e non in maniera così evidente (noi genitori non siamo dei mostri), ma è la diretta conseguenza di un mondo veloce, sempre di corsa, incapace di fermarsi per osservare.

Shiatsu. Per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi, di Marisa Fogarollo e Giuseppina Morrone risponde a un esigenza, presta attenzione a quel sussurro del ragazzo/a che non parla ma si ingobbisce, o si chiude, o ancora ingrassa, dimagrisce. Piccoli squilibri, piccole richieste d’aiuto difficile da cogliere (sempre dai genitori sufficientemente buoni).

Forse la vita non è così semplice per i ragazzi…

Crescere, vivere, sperimentare e confrontarsi con un mondo veloce, complesso, tecnologico, spesso focalizzato su obiettivi apparenti e che chiede in ogni momento di essere all’altezza di qualche cosa di predefinito e omologato, può non essere facile e privo di conseguenze.

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Albo illustrato e poetico: Senza ricetta. Nella cucina di Marta

Senza ricetta h230Senza ricetta. Nella cucina di Marta è un incantevole albo illustrato, di Silvia Geroldi e Giuseppe Braghiroli, edito da Bohem press, del progetto ne avevo già accennato qui, ma oggi, finalmente, vi comunico che è disponibile e imperdibile.

Già, imperdibile, perché oltre alle dolci e belle illustrazioni il libro propone 54 haiku scritti da Silvia Geroldi. Ora, io vi sfido a scriverne anche solo 5/6 , ma per bambini altrimenti non vale, e poi ne riparliamo.

Un albo illustrato per bambini, cari genitori se proprio volete leggerlo dovete chiedere il permesso;) che propone le incredibili avventure di Marta nel meraviglio mondo del gusto! Perché le migliori avventure e le storie più poetiche si ritrovano nel quotidiano e nei sogni.

Gesti, versi, ricette, immaginazione e realtà, e se proprio vi innamorate di Marta e non potete più vivere senza gli haiku il libro dona anche suggerimenti per mettersi alla prova e diventare tutti poeti! 

Un libro davvero unico, apparentemente semplice ma che fa intuire l’enorme lavoro che lo distingue, per bambini dai 4 ai 99 anni.

Insomma… da leggere, ascoltare, gustare, assaporare e sognare!

Il pranzo della domenica, progetto relazionale di Settima Onda

domenicaIn questo periodo… tra master chef, food blogger, programmi di cucina in ogni canale, la signora Maria che diventa la cuoca del momento, il blog più seguito d’Italia che sviolina ricette a tutta andare; diete e contro diete, stili di vita e assolutismi, tutti che parlano di tutto, e quando c’è di mezzo il cibo noi Italiani siamo sempre i primi della fila; e ancora ragazzini che vengono distratti con il tablet, adulti che non spengono mail il cellulare… Ebbene, in questo periodo così caotico, abbiamo bisogno di un momento di silenzio, abbiamo la necessità di ritrovare quel momento, quella gioia di stare semplicemente assieme, di ritrovarsi e chiedersi “come stai?” senza troppe ricette, consigli, intrattenimenti. Io ne sono fermamente convinta, tanto che questo libro, anzi no lo definiamo progetto fin da subito, ha catturato la mia totale attenzione.

Il pranzo della domenica (a tavola si sta seduti), è un progetto relazionale, e già qui a mio avviso ha vinto: relazionale. Oggi, con tutto questo relazionarsi via web questi signori, geniali, ci presentano un volume interamente dedicato all’importanza colloquiale del pranzo della domenica. Lo stare assieme, chiacchierare, condividere pensieri e riflessioni. L’amarsi, e anche l’odiarsi (siamo sinceri, è molto difficile trovare famiglie sempre serene, ma alla fine anche le liti fanno parte dello stare assieme).

Anima del progetto è la signora Aurora di Mauro, sua l’idea di viaggiare tramite i ricordi dei suoi ospiti, per sentire i rumori, i suoni della tavola. Per rivivere quel momento prolungato, senza fretta, ma con la sola aspettativa di passare del piacevole tempo assieme ad altre persone.

Sei cultori della cucina, sei pranzi, quarantadue invitati, quattordici racconti, e due fotografi, Caterina Santinello e Franco Tanel, che hanno reso questo libro decisamente più interessante grazie alle tante immagini; foto e parole sembrano voler riprodurre quei suoni lontani, quelle sensazioni, come a volerci provocare per verificare se anche noi, lettori, siamo capaci oggi di fare altrettanto.

Menù, sensazioni, immagini, sguardi, attenzioni, racconti, storie e suggestioni.

Un libro diverso, fatto di sensazioni e immagini, provocatore, e capace di stimolare creatività e volontà.

Un esperimento davvero incredibile.

Spero di avervi convinto, perché se amate il cibo, ma soprattutto siete ancora convinti dell’importanza sociale dello stare assieme durante un pranzo, allora questo è l’esperimento che fa per voi.

Il pranzo della domenica (A avola si sta seduti), Settima Onda, edizioni inEdibus, 2015, Euro 15,00

 

L’amante giapponese, di Isabel Allende

allendeNota per le sue incredibili storie familiari Isabel Allende corteggia i suoi lettori presentando un libro dai sapori nostalgici. Pur rimanendo fedele al suo stile, i suoi romanzi assomigliano a un quadro, dove le pennellate si fondono e catturano presente e passato riuscendo a incuriosire e portando sempre quel vento di stranezza che tanto amiamo, ne L’amante giapponese qualcosa non funziona.

La vecchiaia si presenta inesorabile, e con lei i ricordi, la famiglia, le occasioni mancate e le paure, ma la sensazione è quel troppo, troppa sfiga, scusate il francesismo; ma se da un lato scopriamo i campi di concentramento americani per i giapponesi, dopo l’attacco a Pearl Harbor, le grande battaglie di quell’epoca vengono appena sfiorate: omosessualità, AIDS, differenze di classe, razzismo.

Alma è un’anziana signora, la sua ricchezza le ha permesso una vita agiata dedicata all’arte e allo studio, incapace di grandi battaglie e consapevole di non avere il coraggio di rinunciare al suo benessere, la donna racconta, tramite le ricerche del nipote e della giovane badante Irina, la sua vita, e soprattutto il suo grande amore Ichimei.

In realtà solo le sue paure le hanno impedito di vivere l’amore per il giovane giapponese alla luce del sole, perché non ha mai avuto il coraggio di svelare al mondo questa passione. Irina, altra protagonista del romanzo, è una giovane donna terrorizzata dal mondo.

A mio parere, il personaggio di Irina davvero non funziona, troppo tragico, troppo contorto, troppo fortunato alla fine del romanzo. Insomma, troppo fiabesco, inoltre nel romanzo mancano quei momenti new age , dove fantasmi, carte e incontri spirituali diventano colonne portanti delle storie dell’Allende.

Infine, i dialoghi. Chi conosce i romanzi dell’Allende sa bene che spesso i dialoghi sono assenti, le storie vengono narrate in maniera fluida senza dare spazio a chiacchiere. L’amante giapponese, invece, presenta dei dialoghi talmente legnosi da apparire artificiosi e non fanno onore al talento dell’autrice.

Se amate follemente l’Allende potreste rimanere delusi, perché questo romanzo non è allo stesso livello dei suoi grandi lavori del passato.

L’amate giapponese, Isabel Allende, 2015, Feltrinelli, Euro 18,00

Io aspetto, di Davide Calì e Serge Bloch

io aspettoAlcuni Albi Illustrati a mio avviso rischiano di venire catalogati come poesia, rischiano perché se così fosse faticheremo a trovarli, ma per fortuna ci sono persone che non perdono occasioni, che amano rischiare, che nonostante tutto, ancora ci credono. Tanto, da riproporre dopo 10 anni una meraviglia: Io aspetto, di Davide CalìSerge Bloch.

Io aspetto non è un semplice libro per bambini, credo si merita il titolo di libro per tutti, e oltre alla morale, che ovviamente c’è … è per bambini, cattura da subito per progetto e idea, talmente diverso da quello che siamo abituati da renderci impossibile la semplice azione di andare oltre.

Già la forma, così stretta, allungata, così identica a una busta da lettere, piace, e piace tanto. Una lettera quindi, destinata a un bambino. Un bambino decisamente intelligente e sveglio, perché questo bambino sa aspettare:

 Io aspetto … di crescere, … il bacio della buonanotte, … che il dolce sia pronto

117 parole e 25 illustrazioni usate in maniera incredibile per raccontare le attese della vita.

Ci racconta la casa editrice Kite edizioni

Aspetto, e inizio a farlo da bambino, continuo da ragazzo, da giovane uomo, da innamorato, da padre, da marito, da nonno, con la stessa trepidazione, inquietudine, gioia,  curiosità, preoccupazione, ineluttabilità, cercando di capire e accettando di non essere capito, nel mutare degli anni. Aspetto, che a poco poco il mio essere al mondo mi si riveli nella sua interezza.
Nella compiutezza del susseguirsi dei giorni di un straordinario quotidiano.

Poche parole, e pochi disegni per spiegare il tempo, l’attesa, il momento, le emozioni, i ricordi.

Il tutto collegato da un filo rosso, un semplice, indefinibile, esplosivo filo rosso.

Un capolavoro. Altro non posso aggiungere.

Io aspetto, Davide Calì e Serge Bloch, Kite edizioni, Euro 15,00

Senza ricetta, laboratori a Sarmede e libro.

Senza ricetta, Silvia Geroldi, Giuseppe Braghiroli, Bohem Press Italia, 2015 01Oggi vi presento una proposta bellissima. Un libro, due laboratori, e tanta, tanta fantasia.

Ma andiamo con ordine…. il libro già dal titolo conquista: Senza ricetta, pubblicato da Bohem Press Italia, illustrato da Giuseppe Braghiroli e arricchito dai super haiku di Silvia Geroldi (se non conoscete Silvia vi consiglio di seguirla è una bomba di creatività, entusiasmo e simpatia) .

Senza ricetta è un albo illustrato adatto ai piccolissimi e un libro da prime letture per la brevità dei singoli testi. Per bambini e adulti (genitori, parenti, educatori) è un alleato per imparare insieme le molte potenzialità di una struttura semplice e flessibile come l’haiku.

Ora per farci ancora più felici il libro supporta due laboratori di Sarmede, il 6 dicembre, ore 14.30 e ore 16.30; i laboratori propongono l’haiku per gioco, per un approccio ludico alla poesia per bambini di tutte le età, ma anche per i genitori, e per i ragazzi più grandi. Attenzione è obbligatoria prenotazione

Ma andiamo con ordine, cosa sono gli haiku?

L’haiku è una antica forma di poesia giapponese. Tre versi lievi e profondi che catturano attimi, stagioni, il vibrare di una consapevolezza.

I bambini che si iscriveranno al laboratorio verranno guidati  a sperimentare la sintesi pittorica e poetica necessaria alla composizione di immagini ed haiku.  I partecipanti sfideranno un cartellone silenzioso che si riempirà di immagini e parole leggere.

Per maggiori informazioni: www.sarmedemostra.it | Info: tel. +39 0438 959582 | info@sarmedemostra.it

Il libro, nato in collaborazione con la fondazione Zavrel da un’idea di Monica Monachesi e Pino Pace. è in corso di pubblicazione, a Sarmede verranno esposte alcune tavole in anteprima all’interno della mostra.

Recensione Ultimo Piano (O Porno Totale), di Francesco D’Isa

ultimo pianoUltimo piano non è un romanzo erotico, anche se erotismo e sesso sono pilastri portanti della storia; oserei andare oltre, Ultimo Piano (O Porno Totale), di Francesco D’Isa, non è un romanzo, è un’opera d’arte che ha scelto il romanzo come canale di espressione. Al termine della lettura l’impressione, personalissima, è stata esattamente quella provata quando mi ritrovo ad osservare un’opera d’arte moderna, una di quelle strane forte, che ti trasmettono emozioni ma contemporaneamente continui a guardare, magari cambiando prospettiva, perché sai che ha altro da darti. A volte va male, nel senso che per quanto impegno ci mettiamo capire cosa diamine voleva dire l’artista non fa proprio per noi, altre volte sorridiamo soddisfatti e sornioni, felici di aver finalmente compreso.

Ma torniamo ad Ultimo piano, il porno totale è in realtà il palazzo dove si svolge l’intera vicenda, di proprietà di Frank Spiegelmann, regno indiscusso  della casa di produzione pornografica sempre di proprietà di tale Frank; all’interno del palazzo troviamo un micro mondo, una sorta di formicaio dove convivono negozi, ristoranti, quartieri poveri e ricchi. Protagonisti del romanzo Claude, regista, e Claude, attrice porno in arte Eva, nonché sorella del primo Claude.

Niente sesso, o meglio il sesso c’è ma non si vede, esattamente come la società reale richiede. Mentre il desiderio, quello si, è presente dalla prima all’ultima riga, quello che non si dovrebbe, quello che prima o poi cattura chiunque ma in pochi lo ammettono.

La storia, ben scritta, si articola tra scenari da grande fratello fino a conquistare i fan del dispotismo più nero, tra attricette porno, poteri superiori, armi capaci di distruggere il mondo, e mogli più intelligente di quanto sembra, Ultimo piano ha un solo difetto: piacerà a pochi. A pochi, perché lascia un finale aperto, l’unico possibile a mio avviso ma una storia senza una fine farà storcere il naso; a pochi perché tocca temi apparentemente scontati ma lo fa in maniera cinica, quasi volendo sottolineare che si, alla fine pensiamo tutti al sesso, sogniamo il sesso, godiamo con il sesso, eppure ambiamo ad altro…

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