Shalim di Andrea Franco, Graphe.it edizioni

Indipendentemente dalla rassicurante bravura di Andrea Franco, i suoi scritti sono sempre eccellenti, Shalim, Graphe.it edizioni, mi ha lasciata un’ inquietante domanda. La malvagità è propria dell’uomo, ma può la stessa evolversi esattamente come il genere umano? Era più terribile l’uomo del passato o l’uomo moderno riesce a superare gli orrori dei suoi antenati?

Shalim è una storia strana, eventi diversi si intrecciano in epoche lontane pur portando un filo conduttore distinguibile. Due le storie principali, il romanzo d’avventura e l’horror, nel mezzo Shalim, essere da proteggere e da cui proteggersi, capace di nutrirsi di odio e rabbia, che ieri come oggi trova nell’essere umano la sua principale fonte di sostentamento.

Shalim lo incontriamo in Sudan nel 1888, un luogo selvaggio che a tratti ricorda l’amato Indiana Jones, per prodezze e pericoli, qui è in gioco la sua stessa sopravvivenza, contemporaneamente, grazie a un salto temporale possibile solo nella migliore letteratura,  lo incontriamo in Italia, nella nostra era,  con il medesimo impeto e la stessa frustrante distruzione. Shalim ha ritrovato la via e viene attirato dall’orrore.

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La maschera di Andrea Franco

E’ possibile pentirsi? Può un violentatore, assassino, fascista, pentirsi e, soprattutto, accetteranno le sue vittime tale pentimento? Non lo so, non so nemmeno se il pentimento possa bastare, certo non è in grado di cancellare la memoria, anche se oggi tendiamo a dimenticare con maggiore facilità. Devo ammettere che solitamente preferiamo ascoltare le storie delle vittime non quelle dei carnefici, e tanto meno siamo interessati alla loro fine. La Maschera di Andrea Franco, Edizioni Graphe.it,  è un racconto che fa riflettere, la faticosa salita di un vecchietto si trasforma nella via crucis del pentito, per terminare probabilmente nell’unica colpa possibile.

Ma basterà? Ci sentiremo realmente meglio quando anche l’ultimo nazista, o fascista in questo caso, verrà processato, rinchiuso, o morirà di vecchiaia nascondendo il suo passato?

Personalmente non credo, non credo che la nostra memoria smetterà di piangere, probabilmente anche le vittime sopravvissute vorrebbero riuscire a dimenticare ma le urla notturne, popolate da incubi, non danno tregua.

Andrea Franco offre un punto di vista interessante, non nuovo, ma certamente vivo, forte e capace di ricordare la crudeltà dell’essere umano pentito, forse.

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