Il sogno di volare, il noir di Carlo Lucarelli

lucarelli_libroIl lettore che ha amato ogni singola virgola di Almost Blue, sta affrontando la lettura de Il sogno di volare, Carlo Lucarelli, Einaudi 2013, con una sorta di rispettosa ansia. I critici hanno anticipato la presenza di Grazia Negro,e  il risultato è che la passione verso il noir firmato Lucarelli si è fusa alla felicità del ritorno dell’Ispettore superiore Negro, l’aspettativa finale, però, rischia di far vacillare il giudizio.

Alta aspettativa.

Data la poco velata minaccia dell’autore riportata nelle ultime pagine del libro, minaccia rivolta ai critici seri e non, come chi scrive, non ho alcuna intenzione di raccontarvi i dettagli del romanzo, tanto meno il finale; minacce a parte, concordo con l’autore: svelare il finale di un romanzo, qualsiasi romanzo, è paragonabile a un delitto di stato.

Su questo pagina virtuale scriverò quindi solo qualche personalissimo giudizio, senza svelare dettagli, e senza alcuna pretesa di saperne di più dei critici, quelli seri.

La splendida Grazia Negro torna a riempire le pagine di Lucarelli, una donna, un poliziotto, una donna incasinata, come spesso accade nella vita delle trentenni, un bravo poliziotto.

Un serial killer, un amore, diversi chili di odio e una buona dose di paura.

L’aspetto assolutamente favorevole del romanzo è la scrittura di Lucarelli, veloce, ritmata, coinvolgente, capace di saltare da un io all’altro senza mai dare una sensazione di confusione, delineata, dettagliata, scorrevole e contemporaneamente completa.

Credo che gli appassionati del genere apprezzeranno questo romanzo, ma lo consiglio anche a chi è semplicemente amante della lingua italiana perché gli spunti utilizzati sono degni di tutta l’attenzione possibile.

Continue reading Il sogno di volare, il noir di Carlo Lucarelli

Giudici, tre racconti di Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo

Giudici e Magistrati sono persone, certo sbagliano anche loro, per fortuna, l’essere umano commette errori, eppure tendiamo ad attaccarli troppo spesso, come se il loro lavoro ci desse fastidio. Sono persone che lavorano per lo Stato, lo stesso Stato che dimentica, che ignora e che li offende come se morire per uno Stato fosse cosa normale, ovvia, quotidianità. Einaudi propone Giudici, tre racconti scritti da Andrea Camilleri, Luca Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, tre giudici, tre punti di vista davvero differenti, a tratti drammatici e a tratti ironici.

Andrea Camilleri ama la sua Sicilia, la Sicilia della mafia, o maffia perché strada facendo ha perso una f, la Sicilia degli atteggiamenti, delle minacce e dei favori, dei colori e dei sapori, e in quella terra invia un Giudice torinese, ignaro di usi e costumi dell’isola incantevole, attratto dai cannoli e incapace di cogliere atti ostili nei suoi confronti. Un giudice eroe, non per coraggio, ma per incapacità di cogliere il pericolo, rigido sostenitore della legge e uomo goloso, capace di stupirsi perché tutti sembrano sapere tutto in anticipo, e capace di far funzionare un tribunale nonostante i diversi tentativi di intimidirlo.

La Bambina di Carlo Lucarelli è un giudice giovane, troppo giovane, ma un poliziotto coraggioso le salva la vita e lei, che sembra una ragazzina, si addentra nei misteri dei Servizi dello Stato, nei conti celati, nella finanza proibita “Io sono un giudice, un magistrato, e ci sono due cose che sono obbligata a fare. Una è fidarmi. Lei è un clandestino, io no. Io sono parte del sistema che difendo e che devo mantenere sano. (…) – La seconda cosa? – Andare avanti. Non posso fare finta di niente e lasciar perdere.”

Giancarlo De Cataldo racconta di un procuratore che si paga la benzina di tasca propria e fa sogni strani, organizza il suo arresto, ma al suo risveglio, o non è un vero risveglio? Tribunali e udienze lo attendono, si scontra con i cattivi; ma che accade quando i cattivi sono anche le vittime?

Continue reading Giudici, tre racconti di Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo

Laura di Rimini di Carlo Lucarelli, alta, mora, carina, fighettina

Alta, mora, carina, fighettina… Laura di Rimini è una studentessa, studia a Bologna ma come tanti studenti frequenta assiduamente i treni, e come tanti studenti ha uno zaino, che non apre mai, o quasi. Quando ho terminato di leggere Laura di Rimini di Carlo Lucarelli, Einaudi, ho pensato Si è proprio divertito! Già, perché se i ricordi vi trascinano sulle note di Almost Blue o tra gli intriganti misteri che l’hanno reso famoso, converrete con me che di quel Lucarelli qui non v’è traccia, rimane però il suo talento indiscusso, perché Laura di Rimini è un piccolo capolavoro, 82 pagine appena, capace di ricordare i thriller americani, ci sono anche i cattivi con le tipiche maschere di topolino e paperino, ma Laura è di Rimini, e a Rimini non a New York si articola la sua strana, improbabile e assurda storia.

A Laura non piacciono i gialli, forse è anche per questo che ogni stereotipo con lei non funziona, nemmeno il classico calcio in mezzo alle gambe del cattivo va a segno, ma poco importa perché per schivarlo cade, e Laura scappa.

Com’è possibile che una Brava Ragazza al secondo anno di Lettere, riminese, figlia di albergatori, carina e quasi ciellina, si ritrovi in autostrada con uno sconosciuto, mezza nuda, con una maglietta  con su scritto I love Riccione e uno zainetto con dentro quattro chili di cocaina stretto tra le braccia?”

Già, com’è possibile? Non è possibile, ma è molto divertente.

Continue reading Laura di Rimini di Carlo Lucarelli, alta, mora, carina, fighettina