La banda degli insoliti ottantenni, divertentissimo romanzo di Catharina Ingelman-Sundberg

insoliti_ottantenniL’impressione da lettrice è che questa sia l’era del confronto tra letteratura young adult e romanzi impegnati, o presunti tali; poco importa se la qualità della scrittura a volte scivola nella categoria illeggibile, o se le storie narrate mancano totalmente di fantasia: la guerra tra lettori, gli editori semplicemente cavalcano le mode, è da tempo iniziata.  Alla luce di questa considerazione il romanzo La banda degli insoliti ottantenni  di Catharina Ingelman-Sundberg, edito in Italia dalla Newton Compton, è paragonabile a un sospiro di sollievo.

Divertente, spassoso, originale, piacevole, tradotto bene (dettaglio da non sottovalutare), in sintesi da leggere, magari sotto l’ombrellone.

Sei vecchietti posteggiati in una casa di risposo di Stoccolma decidono che le cose nella pensione non sono di loro gradimento;  i continui tagli, che si traducono con meno biscotti e meno pause caffè, e l’impossibilità di uscire, perché dovrebbero venire accompagnati e il personale costa, li trovano tutti d’accordo: è ora di agire.

Colpa fu di un documentario sulle carceri svedesi che la cara Märtha registra per poterlo condividere con i suoi “ragazzi”. Il documentario esalta le celle, il tempo libero dei carcerati, il menù proposto ogni giorno diverso e sublime. Märtha è decisa, lei e i suoi amici devono andare in carcere, decisamente un luogo migliore del loro grigio ospizio, ma per farlo è necessario organizzare dei crimini, seri, in un secondo momento costituirsi, e poi accettare la pena. Se nel mentre riuscissero a raccogliere anche qualche milioncino…

«Se i detenuti stanno meglio di noi, allora cosa ci facciamo ancora qui?».
Calò un silenzio di tomba. Märtha la guardò sbigottita, ma nel giro di un istante aveva ripreso il controllo.
«Esattamente. Perché non facciamo qualche piccolo furto, così possiamo andarcene dritti dritti in carcere?»

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