A un punto morto, Charlaine Harris. Dodicesimo capitolo della saga di Sookie Stackhouse

Siamo giunti al dodicesimo capitolo, se dovete ancora iniziare l’interminabile saga di Sookie Stackhouse, True Blood, allora non vi preoccupate, i libri sono brevi, poco impegnativi e divertenti. Non fatevi scoraggiare dal numero dodici.

Nonostante il titolo, inizio a intuire il finale, A un punto morto tira alcuni fili e decide non poche sorti. Anche se il racconto di Sookie cade un po’ troppo dettagliato nel quotidiano, sono andata in banca, mi sono lavata, depilata, ho fatto la pasta ai fagioli, davvero, a tratti sembrava il diario segreto della casalinga disperata, la logica di questo romanzo non sfugge.

Si avvicina il finale e l’autrice sta accompagnando tutti i suoi incredibili personaggi a disegnare una conclusione più o meno degna (per alcuni davvero poco, pochissimo). Gli esseri fatati svelano il loro peggiore incubo, Sookie deve affrontare ciò che non le piace dei vampiri, nel dettaglio di Erick, mentre alcuni fidanzamenti sfumeranno nel nulla, come spesso accade nei tanti capitoli della saga.

Leggo in rete che a non tutti è piaciuto questo finale di capitolo. Provoco: perché ce ne potevano essere altri?

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Ciclo di Sookie Stackhouse di Charlaine Harris, vampiri, mannari e fate

Ho iniziato la lettura del ciclo di Sookie Stackhouse di Charlaine Harris perché le prime due serie di True Blood, serie televisiva, mi sembrava carina anche se messa in onda ad orari proibitivi, per me che solitamente alle 22:00 crollo dal sonno. Confermo che i primi due libri della serie, Finché non cala il buio e Morti viventi a Dallas sono piacevoli, estivi, quanto meno nessuno può mettere in discussione la fantasia dell’autrice che è riuscita in un epoca di vampiri tutti uguali a creare una saga diversa.

Andiamo con ordine, la protagonista di ogni singolo romanzo, in italia siamo arrivati, credo, all’undicesimo, ma potrei aver perso il conto dell’intera faccenda, è Sookie Stackhouse, giovane e avvenente cameriera, unico cruccio della bella e biondissima ragazza la telepatia, percepisce i pensieri degli umani, sottolineo umani perché con Charlaine Harris è un dettaglio di enorme peso. Sookie vive in una immaginaria cittadina della Louisiana, più o meno in un momento imprecisato del XXI secolo. Punto di partenza della serie, i vampiri si sono presentati al mondo, non viaggiano in incognito e non dissanguano le vergini, o almeno ci provano, ma vivono di notte, alloggiano in case dotate di comode bare, possono viaggiare grazie a agenzie nate esclusivamente per i loro bisogni e alberghi dotati di camere con bara, lavorano, per lo più gestiscono locali notturni, e bevono sangue sintetico il True Blood inventato, pensate un po’, dai giapponesi.

Anche se definiti succhiasangue dagli umani, o non morti, i vampiri si sono inseriti nella quotidianità umana, e Sookie inizia a conoscere il loro mondo, fatto di intrighi politici, odi e rancori. Ovviamente si innamora, nella serie questo accade più o meno ad ogni libro, fa del sesso stupendo, viene costantemente menata, ma grazie al sangue di vampiro ritorna in forze in stile Buffy, e nel mentre conosce nuove creature come i mannari, i mutaforma, le fate ecc.

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