Come inciampare sul principe azzurro di Anna Premoli

principe azzurreCome inciampare sul principe azzurro di Anna Premoli è esattamente quello che il titolo ci fa intuire: un romanzo scorrevole, poco impegnato, e, aggiungo, simpatico. A differenza del Premio Bancarella 2013, Ti prego lasciati odiare, che non ho risparmiato su queste pagine virtuali, questo secondo lavoro, auto pubblicato come il precedente dall’autrice e successivamente ripreso e lanciato dalla Newton Compton,  rovescia gli stereotipi in maniera inizialmente forzata per poi rendere la lettura divertente e nonostante il finale appaia da subito evidente, piacevole da leggere.

Lei, Maddison, è una londinese, non credibile dato che ama il caffè e il cibo italiano senza accennare mai ai classici cibi inglesi, poco attaccata al suo lavoro. Probabilmente per fare uno sberleffo alle eroine della letteratura rosa sempre in corsa verso la carriera, Anna Premoli ha scelto una protagonista femminile che semplicemente combatte contro il femminismo della madre, pur pretendendo di arrangiarsi nel faticoso atto di portare le valige. Maddison non apprezza il suo lavoro, lo ritiene noioso, cerca di sopravvivere senza farsi notare, osanna la mediocrità, anche se il suo aspetto fisico, paragonabile a quello di una modella, la rende poco credibile, e nonostante queste scarse credenziali un bel giorno viene trasferita a Seoul, a capo di un team e con un superiore, Mark, bello da far piangere, con tratti orientali e altezza americana.

Ovviamente il libro si concentra nel balletto odio amore dei due protagonisti, fino al gran finale.

Niente di nuovo, vero, banale, forse, la realtà è che Come inciampare sul principe azzurro è semplicemente simpatico, divertente, e, a mio avviso, riscontrerà il meritato successo proprio perché fa della semplicità narrativa il suo punto di forza.

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