Le case degli altri, di Jodi Picoult. Recensione

Le case degli altri, di Jodi Picoult è un concentrato di sentimenti e di nozioni sulla sindrome di Asperger, dipinti, per l’occasione, di giallo, quel che basta per fornire una base di conoscenza su una malattia così spesso enfatizzata da Hollywood, senza annoiare, grazie a un morto ammazzato, sempre presente. La caratteristica principale del romanzo è sottolineata dai diversi punti di vista della narrazione, Jacob è un ragazzo di diciotto anni, molto intelligente, con una memoria fotografica sconvolgente, ma incapace di comunicare con gli altri e socializzare; Emma, mamma di Jacob, abbandonata dal marito dopo la nascita del secondo figlio “sano”, è una mamma eroina, con i suoi momenti di debolezza, i suoi dubbi e le sue paure; Theo, fratello minore di Jacob, deve fare sempre il fratello maggiore, fin da piccolo infatti ha imparato a badare a Jacob, a riconoscere e prevenire le crisi, a rinunciare alla giovinezza, a convivere con la sindrome di Asperger, Theo è umano pur odiando la malattia del fratello, e immaginando scenari macabri di tanto in tanto,  è un adolescente come tanti, ma la sua adolescenza, le sue crisi sono poca cosa di fronte alle esigenze di Jacob; Oliver, è l’avvocato, troppo giovane, troppo bello, forse il personaggio meno reale, uscito da un film, da una speranza ; Rich, il poliziotto, né buono, né cattivo, semplicemente sbirro.

La storia nel suo insieme è semplice, anche il giallo in realtà al lettore da sempre interessato agli intrighi polizieschi, non apparirà poi così complicato, sono le voci narranti a rendere il tutto interessante, i diversi punti di vista che accavallando la narrazione riescono a dare una linea temporale coerente, fornendo non solo elementi utili a capire la storia ma soprattutto emozioni che aiutano a comprendere ogni singolo protagonista.

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Blue di Kerstin Gier, La Trilogia delle Gemme atto secondo

Dopo essermi addentrata nei balzi nel tempo di Red non potevo ignorare il secondo volume della Trilogia delle Gemme, Blue. Kerstin Gier ha il merito di aver ideato e confezionato una favola moderna d’effetto, capace di far immaginare luoghi e sentimenti, arricchendola con ironia e pericoli. Anche se la trilogia sembra tagliata in tre più per esigenze editoriali che per volontà dell’autrice, Blue non delude, la giovane protagonista Gwendolyn continua la sua incredibile avventura tra la Londra di oggi e la Londra del passato, quella romantica dalle parrucche grigie e abiti ampi, tra spade, duelli e agguati.

La ricerca del sangue contente il gene del viaggio nel tempo continua, ma ancora non è chiaro chi siano i buoni, chi i cattivi, e chi i traditori, anche se qualcosa si inizia a intuire, quel che è certo è che le pene d’amore inseguono la giovane protagonista. Oltre alle novità della trama Blue presenta un nuovo divertente personaggio, Xemerius, un doccione demone arrivato direttamente dai film di Walt Disney destinato a diventare la vera mascotte del romanzo, visibile, ovviamente, solo a Gwendoly.

Forse qualcuno potrebbe sostenere che la trama di per sè non è nuova, e che a tratti ricorda un fumetto o un manga, ma a mio avviso Blue si conferma ben costruito, i dialoghi sono divertenti  così come i momenti d’azione. Ora attendiamo il terzo, perché alla fine ci siamo tutti affezionati ai giovani eroi di questa favola.

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Red di Kerstin Gier, urban fantasy o manga?

Premessa: Red di Kerstin Gier è un romanzo scritto, pensato e stampato per un pubblico giovane, molto giovane, detto questo aggiungo che nessuno vieta di leggerlo, anche se gli anta già vi sorridono, l’importante è mettersi comodi e concedersi un sospiro, un sorriso e, soprattutto, saper abbandonare pretese letterarie. Il libro è piacevole, anche se non originalissimo, i salti nel tempo non sono una novità, e sia nella narrazione che nella caratterizzazione dei personaggi ricorda molto i manga giapponesi, ma la storia regge e immagino sia piaciuta moltissimo ad aspiranti eroine del pianeta terra.

Lei, Gwendolyn adolescente scatenata, bella e spensierata come ogni adolescente, lui Gideon, giovane bellissimo, addestrato per la missione, tropo serio per la sua età, questi i simpatici protagonisti. I salti nel tempo il talento, ovviamente non mancano gli intrighi, i segreti, parenti cattivi e parenti buoni, le invidie e gli amori, tutto al posto giusto come ci si aspetta.

Cambi d’abito per ogni salto nel tempo, mezzi storici, malattie oggi scomparse che rischiano di tornare, possibili bombardamenti, dettagli di una Londra del passato che si infrangono nella Londra di oggi, il tutto incorniciato da licei e paure giovanili. Il romanzo è fresco, dinamico, non presenta punti morti e noiosi, mette sul piatto ogni emozione, aspettativa e colpo di scena, e sicuramente concede alla fantasia dei salti non indifferenti.

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