Le paure della letteratura, le paure dell’editoria

La storia insegna che i momenti neri dell’umanità sono da sempre accompagnati da un’avvilimento delle arti, simbolo di questa verità è il Medio Evo, periodi che vedono l’essere umano risucchiato dalla nebbia scura e viscida della confusione mentre i suoi pensieri si decompongono rimanendo intrappolati nel buio. Ovviamente qualcuno emerge, sintomo di un cambiamento possibile, di un Rinascimento in attesa.

È innegabile che l’attuale periodo storico, definito finalmente di recessione, si sta dimostrando una sorta di buco nero dove le speranze faticano a galleggiare e il fatalismo conquista inesorabilmente ogni angolo. Eppure, non riesco a definire il confine tra colpevoli e vittime, nemmeno nella letteratura.

Troppo spesso gli scrittori, o presunti tali, attaccano le case editrici ritenendole senza coraggio verso gli emergenti, vero, ma altrettanta attenzione dovrebbe, a mio avviso, venire riposta nel talento di chi si ritiene bravo pur senza dimostrare alcuna reale prova.

Se da un lato le case editrici propongono lavori sicuri, firme note capaci di smuovere il mercato, pur risparmiando notevolmente nella forma, i correttori di bozze costano, dall’altro anche il lettore e lo scrittore sconosciuto dovrebbero fare un atto di coraggio, il primo rifiutandosi di acquistare libri brutti seppur famosi, il secondo cercando di rivedere anche mille volte il suo lavoro, cercando difetti, tagliando e accettando critiche, prima di definirsi tale.

Il riflesso della paura appare evidente, paura di investire nel nuovo, paura di affrontare le parole della scrittura nella forma corretta che dovrebbero averci insegnato.

Per fortuna, che sia cartaceo o eBook, il libro e la letteratura resistono anche ai movimenti oscillanti dell’economia, per fortuna chi sa scrivere non demorde e per fortuna chi sa leggere sa anche scegliere. Le paure, e le conseguenti brutture dell’umanità, non cesseranno di esistere, nemmeno quando, finalmente, questo periodo nero troverà la parola fine. Nel frattempo leggo, e come sempre ringrazio chi mi consiglia libri belli, chi li pubblica e chi li scrive.

 

La crisi e i libri, tutti più ignoranti o pirati informatici?


Mia nonna ha 92 anni, non ci vede più ma comprende benissimo ogni cosa; lei che si è laureata in Lettere durante la seconda grande guerra, che ha insegnato a chilometri di distanza da casa, chilometri che percorreva a piedi perché non c’erano altri mezzi disponibili, che alla sua veneranda età recita a memoria la Divina Commedia, lei dall’alto della sua onestà non rinuncerebbe mai alla sua cultura, nemmeno per la crisi. E noi?

Siamo la generazione del consumismo, Bauman ne ha fatto uno studio di vita, quelli che tramite internet possono raggiungere, comprare e ottenere ogni cosa, eppure siamo anche la generazione che deve affrontare una delle crisi economiche più grigie della storia.  Da anni sentiamo parlare della crisi, dei sacrifici, della disoccupazione, eppure non stiamo rinunciando a molto, certo non rinunciamo al panettone, alcuni si ma non la maggior parte, probabilmente la gravità della situazione, e soprattutto l’angoscia per un futuro incerto, ci sta opprimendo, ora. Ma… rinunceremo alla cultura? Rinunceremo a leggere? Le case editrici sono in rosso, profondo o presunto, da diverso tempo, le persone tendono a non comprare più i romanzi in copertina rigida ma passano direttamente alle edizioni economiche, magari acquistate al supermercato, e internet aiuta i disperati mettendo a disposizione pdf e download vari.

È giusto? No probabilmente no, anche perché tolti i soliti noti, scrittori che sfornano libri come panini, lo scrittore non si arricchisce di parole, difficilmente la fatica impiegata per creare un libro viene ripagata. La via di mezzo sono i famosi eBook, probabilmente l’unica ancora di salvezza per chi non desiste. Una soluzione a mio avviso momentanea. Il libro, la bellezza, il profumo delle pagine, non è sostituibile, oggi non possiamo più permetterci stipendi in volumi da posizionare orgogliosamente nella libreria del soggiorno, anche perché i soggiorni tendono a rimpicciolirsi come le nostre potenzialità economiche, ma chi ama leggere probabilmente accetterà la tregua dell’eBook, in attesa della risalita, non rinuncerà al sapore dei libri.

Difficile sapere cosa ci riserva il domani, ma se non volete rinunciare alla cultura, il baratto dei nostri nonni, la condivisione, e il dialogo rimangono l’alternativa al buio. Eppure io sono ottimista…

Foto | Sentieriinterrotti