Tecniche di masturbazione fra Batman e Robin, inusuale manuale d’amore

Perché decidiamo di comprare un libro? Vaghiamo tra le pareti austere della libreria, e cerchiamo imperterriti un volume, un testo che ci dia… Cosa? A volte conosciamo l’autore, e il pensiero di andare sul sicuro ci rallegra, salvo poi riscontrare ignobili realtà, in quel caso gli istinti omicidi appartengono a tutti. Recensioni accattivanti, consigli degli amici, la quarta di copertina, la copertina… Ebbene, Tecniche di masturbazione fra Batman e Robin l’ho scelto per il titolo. Certo Efraim Medina Reyes già lo conoscevo, più o meno per lo stesso motivo, con Ho conosciuto l’amore ma ho dovuto ammazzarlo si è conquistato un posto nell’oramai straripante libreria di casa. Ma se il conosciuto rappresentava un romanzo più o meno d’amore, Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin è un caotico insieme, un caos talmente surreale da risultare alla fine armonioso, o quanto meno coinvolgente.

Non è un romanzo, anche se a tratti alcune storie si intrecciano, cerca di essere un manuale d’amore, con scarsi risultati, confonde, salta da un dettaglio a un altro, con fatica il lettore rincorre l’autore disperso tra i suoi deliri ragionati. Da leggere.

La trama? A mio avviso non c’è, nel senso che non interessa, vita e morte si incrociano narrate dal presunto protagonista, Sergio “Lingualunga”, che passa dall’io narrante all’oggetto del racconto, allo scrittore incompreso. Nel mezzo alcune chicche di squisita realtà:

“Com’è l’uomo giusto?Forse un perfetto incrocio tra una macchina del sesso, uno zombie e Stanlio e Olio?”

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