La mia già citata passione per la saga La ruota del tempo di Robert Jordan mi ha obbligata ad affrontare la lettura di Mistborn – L’ultimo Impero di Brandon Sanderson, scrittore scelto da Harriet McDougal, moglie di Jordan, per completare l’opera che altrimenti rischiava di non trovare la parola fine a causa della morte prematura dell’autore.
A mio parere Brandon Sanderson si è dimostrato all’altezza del compito, anche se gli appunti lasciati da Jordan, e i capitoli parzialmente scritti, possono aver facilitato il lavoro. Pur modificando lo stile narrativo, come è giusto e normale che sia, Sanderson ha reso il passaggio gradevole, dolce, capace di soddisfare anche i fan più accaniti. La bravura dimostrata è notevole, un opera complessa come La ruota del tempo rischiava di non finire senza il talento di B. Sanderson.
Un talento va sempre seguito, e quindi eccomi qui a raccontare la mia impressione su Mistborn – L’ultimo Impero, un opera complessa, ricca di fantasia, di lotte di classe, personaggi completi, il tutto mescolando talenti e magia assieme a scenari che ricordano i medioevo.
Così come le Aes Sedai di Jordan mi hanno ricordato le streghe Bene Gesserit di Dune, anche Sanderson riesce a far riaffiorare Dune, Paul Atreides, nella figura coprotagonista di Kelsier, il sopravvissuto.



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