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Mistborn – L’ultimo Impero, di Brandon Sanderson. Fanucci

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Ultimo impero Sanderson Brandon

 Ultimo impero Sanderson BrandonLa mia già citata passione per la saga La ruota del tempo di Robert Jordan mi ha obbligata ad affrontare la lettura di Mistborn – L’ultimo Impero di Brandon Sanderson, scrittore scelto da Harriet McDougal, moglie di Jordan, per completare l’opera che altrimenti rischiava di non trovare la parola fine a causa della morte prematura dell’autore.

A mio parere Brandon Sanderson si è dimostrato all’altezza del compito, anche se gli appunti lasciati da Jordan, e i capitoli parzialmente scritti, possono aver facilitato il lavoro. Pur modificando lo stile narrativo, come è giusto e normale che sia, Sanderson ha reso il passaggio gradevole, dolce, capace di soddisfare anche i fan più accaniti. La bravura dimostrata è notevole, un opera complessa come La ruota del tempo rischiava di non finire senza il talento di B. Sanderson.

Un talento va sempre seguito, e quindi eccomi qui a raccontare la mia impressione su Mistborn – L’ultimo Impero, un opera complessa, ricca di fantasia, di lotte di classe, personaggi completi, il tutto mescolando talenti e magia assieme a  scenari che ricordano i medioevo.

Così come le Aes Sedai di Jordan mi hanno ricordato le streghe Bene Gesserit di Dune, anche Sanderson riesce a far riaffiorare Dune, Paul Atreides, nella figura coprotagonista di   Kelsier, il sopravvissuto. 

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L’apprendista assassino di Robin Hobb, recensione

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apprendista_assassino

L’apprendista assassino è il primo volume della trilogia dei Lungavista di Robin Hobb, scrittrice statunitense, tradotto in italiano nel 2003, Fanucci. La storia, ambientata in una sorta di Medio Evo fantastico, racconta le vicende di Fitz, Ragazzo, Bastardo, questi i nomi che si intervallano durante la narrazione, nato tra l’unione del figlio del Re, il principe Veritas, e una contadina. Fitz viene abbandonato nel castello del Re dove cresce tra intrighi, odio e vendette. Il suo essere bastardo gli viene ricordato fino alla fine del primo volume, mentre cerca di apprendere arti insolite e di sopravvivere ai tantissimi tranelli di corte.

La narrazione è abbastanza piacevole, a mio avviso l’autrice tende ad allungare alcune descrizioni o avvenimenti che nulla cambiano della trama principale, ma l’idea di partenza la valuto molto buona, anche se quasi priva di colpi di scena. Fitz viene addestrato ad uccidere, perché un bastardo può diventare letale se non controllato, mentre l’assassino di corte deve la sua esistenza solo al Re, Re che nel primo volume porta il nome di Sagace,  e dimostra un acume decisamente interessante.

L’apprendistato avviene in gran segreto mentre molti personaggi secondari costruiscono una sceneggiatura intrigata e intrigante, in pochi amano il protagonista, alcuni lo odiano, molti lo temono.

Inizialmente l’autrice sembra attirare l’attenzione del lettore verso il pericolo delle Navi Rosse, pirati capace di forgiare gli abitanti delle coste, forgiare: privare di sentimenti umani; successivamente nel primo volume prende spazio il tradimento. L’accento fantasy è amplificato da alcuni talenti possedute da pochi nel regno, Arte e Spirito, che determinano la sorte di chi li usa e del popolo stesso.

Interessante la scelta dei nomi, tutti riprendono il carattere dominante del personaggio, Veritas, Regal, Pazienza, Matto, Sagace, Chevalier…

L’apprendista asssassino

Robin Hobb

Fanucci

Fantasy Lover di Sherrilyn Kenyon, sesso con un semi dio

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Care signore dai venti ai cinquant’anni, se una volta ci ritenevano vittime inconsapevoli della collana romanzi d’amore, o rosa, oggi i tempi sono cambiati, non ci accontentiamo più di eroi umani ma le nostre ricerche vanno oltre, secondo Sherrilyn Kenyon si rivolgono addirittura all’Olimpo.  Fantasy Lover è il primo volume di una lunga e fortunata serie, un romanzo rosa, erotico, fantasy, capace di confezionare sesso, eroi, dei e dee, amore e avventura senza annoiare e addirittura riuscendo nel difficile compito di strappare sorrisi.

E ora veniamo al dunque, quale donna del pianeta non si sentirebbe attratta da un uomo bellissimo, guerriero, fisicamente perfetto, duro e contemporaneamente romantico, protettivo al punto giusto, comprensivo, colmo di attenzioni solo per la donna amata, e soprattutto abile, ma davvero abile, anche sotto le lenzuola? Ah dimenticavo, il soggetto in questione è nato dall’unione di un mortale e Afrodite… non male come eroe, davvero non male.

Il poverino è però maledetto, maledetto dal suo stesso fratello, da millenni rinchiuso dentro un libro torna nel mondo dei vivi solo ed esclusivamente se chiamato da una donna, il suo compito è soddisfarla per un mese.

Ovviamente la protagonista femminile del romanzo non sia accontenta del sesso e fa innamorare il bel guerriero…

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La ruota del tempo di Robert Jordan, aspettando l’ultimo capitolo

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il drago rinato

Quando si parla di opera infinita probabilmente agli amanti del fantasy viene subito in mente La ruota del tempo di Robert Jordan, dodici volumi, anzi tredici l’ultimo capitolo della saga è stato diviso in due così per non perdere il vizio, dalle dimensioni generose capaci di intimorire anche il lettore più accanito. Avverto, se piace il genere sei fregato in partenza, tuo malgrado ti ritroverai a leggere alla velocità della luce ogni singolo mattone dell’opera, anche gli ultimi due, sebbene scritti da Brandon Sanderson, l’autore infatti è deceduto causa malattia prima di completare il suo incredibile lavoro.

Alla fine sei stremato, non ne puoi più, vuoi sapere il finale, desideri leggere la parola fine, eppure una parte di te è felice di potersi nutrire di altre novità, di non dover abbandonare ogni singolo personaggio della storia, e in silenzio ti ritrovi a fare il tifo, per i buoni, ovviamente, fino all’ultima pagina.

Chi scopre che stai leggendo tutti e tredici, 13, i volumi ti osserva come se appartenessi a una razza rara, incomprensibile, eppure tu ne vai fiero, la favola merita di venire letta, riletta e raccontata.

La trama è ovviamente complicatissima, altrimenti come giustificare l’infinito, ci sono i buoni, i cattivissimi, gli ambigui, un protagonista assoluto, Rand al’Thor, il Drago Rinato, accompagnato fin dall’inizio da due amici fedeli, Mat e Perrin, donne dai doppi, a volte tripli, fini, amori e abbandoni. Non mancano tradimenti e incomprensioni, il tutto incorniciato da un mondo fantastico, dettagliato e a tratti davvero realistico.

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