Gattoterapia, di Giorgio Pirazzini. Una visione irriverente

gattoterapiaPuò un gatto salvarti la vita? E può un gatto decidere, dopo l’atto eroico, di attaccarti per sfregiarti se non ucciderti?  Probabilmente no, ma Giorgio Pirazzini nel suo romanzo Gattoterapia, Baldini & Castoldi, prende in prestito in maniera assolutamente irriverente e fuori dagli schemi la metafora del gatto “menefreghista” per delineare una realtà tutt’altro che felice e spensierata: la nostra.

Lorenzo è un uomo fallito, inutile girarci attorno: ha perso il lavoro, e non fa nulla per trovarne un altro, la moglie prima lo tradisce e poi lo lascia, è depresso e viene presentato al lettore come una persona sull’orlo del baratro. Un giorno, l’amico Matt decide di accompagnare Lorenzo in un club esclusivo e per pochi intimi. Un luogo dove le persone si incontrano per comportarsi come… gatti. Calzamaglie e scodelle di latte, fusa e carezze, un luogo apparentemente innocuo e straordinariamente folle.

Sento voci che incitano provenire dall’alto, mentre una
musica elettronica nostalgica mi investe e copre il rumore
dei miei passi. Dentro quella musica si susseguono urla, ma
urla strane, che si trascinano come una melodia che si ascolta
di notte nei vicoli abitati dai gatti.
È tutto bianco: la luce, i muri, le scale, il soffi tto, le voci.
Potrebbero essere voci maschili, ma sono in uno strano falsetto,
come un miagolio corale.
Seguo Matt che comincia a salire. «Oh! Dove mi hai
portato?» insisto.

Ora, la bravura di Pirazzini sta proprio nel rendere la follia di questi uomini e donne gatti in normalità e portare, invece, la quotidianità, degli stessi protagonisti del club, dentro a un tunnel simile a un girone dell’inferno.

Continue reading Gattoterapia, di Giorgio Pirazzini. Una visione irriverente