Il sogno di Caravaggio di Rossella Montecchi, una gradevole pennellata

Il sogno di Caravaggio di Rossella Montecchi, Giovane Holden Edizioni, è un piacevole viaggio, una sorta di capriola fantastica tra le meraviglie degli inizi del ‘600 italiano. Se ricostruire la vita di un celebre artista come Michelangelo Merisi da Caravaggio rappresenta già di per sé un’impresa, inventarsi un anno intero, dando spessore ad ogni incontro, amicizia e opera, è il risultato, a mio avviso, di una capacità incredibile di narrazione unita a una conoscenza profonda della materia.

L’autrice, infatti, non propone la biografia conosciuta del Caravaggio ma immagina un ulteriore anno di vita, riuscendo a creare un romanzo articolato e dettagliato, capace di risvegliare immagini ricche di particolari e, aspetto davvero notevole, dando vita a nuove opere, mai esistite, descrivendole in maniera talmente perfetta da renderle reali.

Il sogno di Caravaggio è un esperimento riuscito, trovato in fin di vita da una candida fanciulla, Lucia, il Caravaggio non solo riesce a sopravvivere alla sua morte certificata, il 18 luglio 1610, ma grazie alle cure della ragazza guarisce, nonostante le numerose ricadute successive, dall’incubo della malaria. Il nuovo pittore mosso dalla gratitudine addotta Lucia, e assieme a lei torna a Roma dove grazie alle vecchie amicizie, e consolidati nemici, continua la sua incredibile carriera artistica, lasciando ombre e contrasti per avvicinarsi con dolcezza a ritratti, paesaggi, nature morte, fino alla più elevata conclusione, affreschi e tele per una chiesa dedicata alla Madonna delle Nevi.

Un libro che suggerisco soprattutto a chi ama l’arte, quell’arte che ha fatto dell’Italia unica meraviglia del mondo, quell’arte che distingue il bel paese e che troppo spesso dimentichiamo. Lo consiglio, inoltre, perché le opere descritte non esistono, ma immaginarsele è semplicemente un piacere.

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