Indro Montanelli, la Patria perduta

Per motivi di studio in questi giorni mi sono capitati tra le mani alcuni scritti di Indro Montanelli, riporto un estratto dell’articolo dedicato al volume Storia d’Italia pubblicato dal Corriere della Sera il 23 novembre 1997, per malinconia, per nostalgia, perché mi sembra adatto anche oggi, e perché le parole sono indelebili, quando scritte in maniera sublime.

[…] Questo volume, che include la sceneggiata di piazza San Marco, include anche la convinzione di uno dei suoi due autori che in un’Italia come questa anche una sceneggiata può bastare a provocarne la decomposizione. Sangue non ce ne sara`: l’Italia e` allergica al dramma, e per essa nessuno è più disposto a uccidere e tanto meno a morire. Dolcemente, in stato di anestesia, torneremo ad essere quella <<terra di morti, abitata da un pulviscolo umano>>, che Montaigne aveva descritto tre secoli orsono.

O forse no, rimarremo quello che siamo: un conglomerato impegnato
a discutere, con grandi parole, di grandi riforme a copertura di piccoli giochi di potere e d’interesse.

L’Italia è finita. O forse, nata su plebisciti-burletta come quelli del 1860-’61, non e` mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere. Per me, non è più la Patria. E` solo il rimpianto
di una Patria.

Foto | Indromontanelli.net