L’altare dell’Eden di James Rollins, recensione

James Rollins ha le idee chiarissime sulle differenze sostanziali tra cattivi, cattivissimi e buoni, L’altare dell’Eden delinea fin da subito questo dettaglio. Avventura e suspance assieme a una buona dose di scienza genetica sono gli ingredienti che rendono apprezzabile il libro, a patto che non siate alla ricerca di trame gialliste e complicate.

Indipendentemente dai gusti, l’avventura nel genere Hollywood dal ritmo incalzante può piacere o meno, un aspetto del romanzo è, a mio avviso, ottimo: l’accuratezza dell’autore nel riportare le nozioni scientifiche e soprattutto la capacità di renderle alla portata di tutti.

Protagonisti della storia Lorna, una veterinaria specializzata nella ricerca e analisi delle specie in via d’estinzione e Jack un militare agente speciale, di quelli che scaricano il caricatore della pistola in mezzo minuto. Bella, bionda e intelligente lei, bello, muscoloso e onesto lui. Perfetti.

Tantissimi i fatti che si susseguono a ritmo veloce accompagnati da una costante: la ricerca genetica illegale sugli animali, e sugli uomini, esperimenti biotecnologici condotti per fini militari.  I limiti estremi della scienza e della ricerca, e il ritenersi nel giusto, sono i principali aspetti che l’autore evidenzia, puntando il dito sull’uomo e sulla sua fallibilità.

Oltre la trama del romanzo è evidente la denuncia di James Rollins, osare troppo e sostituirsi a Dio oltre a far soffrire in maniera abominevole le cavie, animali, scatena dei rischi incontrollabili, soprattutto se governati dall’avidità umana.

Autore: James Rollins
Titolo: L’altare dell’Eden
Editore: Nord
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 19,60 euro
Pagine: 468