L’apprendista del mago di Trudi Canavan, lento addio

I post che trovate in questo blog non si possono definire vere e proprie recensioni, perché non ritengo di avere le competenze necessarie per permettermi di recensire alcun libro, testo o volume che sia. Ciò che scrivo in questo spazio virtuale è solo, davvero solo, la mia opinione giusta o sbagliata che sia. Solitamente scrivo le impressioni che un libro è riuscito a darmi, i pensieri e i ragionamenti, sempre stando sul personale, e cercando di dare quel giudizio che può risultare utile a qualcuno, come se ci fossimo appena incontrati al bar per discutere di libri, consigliare o semplicemente narrare le letture della settimana.

Questa premessa è necessaria per spiegare perché non posso sbilanciarmi su  L’apprendista del mago di Trudi Canavan, semplicemente perché non sono riuscita a finirlo, l’ho abbandonato dopo un numero considerevole di pagine, ammettendo che oltre non riuscivo, mi risultava impossibile poter dedicargli ancora del tempo.

Perché? Lento e scontato, sebbene l’inizio appare promettente, anche se di apprendisti maghi e stregoni ne vediamo a frotte, anche se a mio avviso maghi e maghetti c’erano anche prima, ma tendenzialmente il dopo Harry Potter lo associamo ad un unico autore.

L’apprendista del mago è un romanzo autoconclusivo, ambientato in terra di Sonea ma in un epoca differente rispetto alla trilogia che ha reso famosa l’autrice, La corporazione dei maghi, La scuola dei maghi, Il segreto dei maghi, tutti della Editrice Nord. Protagonista del racconto Tessia, giovane donna apparentemente ribelle ma in fondo vittima di usi e costumi del suo tempo.

Il principale difetto che ho riscontrato è il cambio troppo veloce dell’io narrante, da Tessia, agli altri tanti protagonisti senza alcuno stacco logico, temporale o comunque capace di accompagnarti nello svolgersi naturale della storia.

L’apprendista del mago

Trudi Canavan

Edizioni Nord