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Harry Potter e la letteratura Young Adult, una riflessione

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In questi giorni sto rileggendo Harry Potter, non voglio soffermarmi sul capolavoro di  J. K. Rowling perché ritengo che molto già sia stato scritto e detto, lo rileggo perché mi fa sorridere, una terapia valida in ogni tempo e luogo. Desidero invece rifelttere sulla letteratura Young Adult, così chiamate le proposte letterarie rivolte a un pubblico definito giovane; troppo spesso, a mio avviso, questi libri cadono nella “brutta scrittura”, testi semplici, semplificati, privi di una struttura, le storie vacillano perché narrate da frasi brutte che sfidano la lingua, qualsiasi lingua, il tutto giustificato da presunte recensioni che  si nascondo dietro alla volontà di rivolgersi a un pubblico giovane.

Ebbene, anche Harry Potter, inizialmente, si rivolgeva ai più giovani, e a chi ama la letteratura classica italiana ricordo Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, due romanzi non criticabili dal punto di vista letterario.

L’impressione è che la corsa al best seller, e quindi al guadagno, stia imbruttendo la letteratura, anche quella rivolta all’adulto di domani, che, invece, meriterebbe maggiore attenzione. Alcuni romanzi Young Adult anche se traballanti si possono giustificare, a fatica, perché scritti da autori molto giovani, ma se da un lato posso accettare un lavoro acerbo, come ad esempio Angel di Dorotea de Spirito giovanissima ma promettente firma italiana, non giustifico lavori troppo grezzi di autori più o meno giovani.

Non riesco a capire i commenti: sì, non è scritto benissimo ma si rivolge a un pubblico giovane; la storia è bella, forse lo stile scelto è troppo semplice, ma è per i ragazzi.

I ragazzi non meritano maggiore attenzione? Forse i romanzi scritti per loro non sono degni di un corretto uso della lingua? Non una crociata contro le nuove opere, ma vorrei leggere proposte Young Adult che sappiano tenere testa a scrittori come Collodi, Michael Ende, Roald Dahl, solo per citarne alcuni. Vorrei leggere storie moderne e corrette dal punto di vista letterario che si rivolgono ai più giovani, con un linguaggio adatto a loro eppure incantevole.

Mi rendo conto che questo post esce dagli abituali argomenti qui trattati, ma troppi romanzi brutti,  brutti non per la storia ma per la scarsa accuratezza nella ricerca dei vocaboli, nella costruzione delle frasi, nella bellezza della parola scritta, rischiano di venire giustificati, accettati, perché definiti per giovani.

Per fortuna molti giovani sanno scegliere, e i commenti, la rete non perdona, ne sono una testimonianza.

Foto | Readingkingdom.com