L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

88116716399788811671633-3-300x453Piacevole, divertente, un romanzo che funziona. Presento così L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso, perché semplicemente è vero.

Inoltre, cita Manuel Vázquez Montalbán, quindi vince a mani basse.

Ma andiamo con ordine, abbiamo un giallo, un giallo italiano, ma finalmente abbiamo un giallo senza commissario, o meglio, il commissario c’è ed è anche incantevole, ma non è lui il protagonista di questa storia. La protagonista non è nemmeno una patologa, una poliziotta con i tacchi a spillo…. no, la protagonista è una donna di circa trent’anni, una ghostwriter di Torino, una ghostwriter in stile dark punk, anche se oramai ha abbandonato da tempo quell’etichetta ed è rimasta dark solo nel guardaroba. Una sorta di Lisbeth Salander gentile, senza il pallino dell’informatica e della sicurezza.

Vani, questo è il suo nome, è una donna che non ama la confusione, fa dannatamente bene il suo lavoro e vuole semplicemente essere lasciata in pace. Scrive libri di altri, o meglio scrive libri che poi verranno venduti a nome di altri autori. Vani è una donna complicata, molto complicata, e non ama interferenze. Accetta qualche contatto solo da parte della vicina di casa adolescente, perché la ritiene molto intelligente.

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