L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi, Terry Pratchett

Un post dal passato, in onore di Terry Pratchett.

In questi giorni di pioggia, se desiderate divertirvi, ma davvero tanto, accoccolati sul vostro divano preferito con cioccolata calda e castagne a portata di braccio, suggerisco questo esilarante romanzo L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi di  Terry Pratchett. Una risata contagiosa.

Se non fosse per l’uso di alcuni termini, definiti dalle mamme, scurrili, il romanzo potrebbe apparire una storia per i più piccoli, ma non fatevi ingannare così facilmente.  Terry Pratchett appartiene a quella rara categoria degli scrittori di fantasy umoristico, rara, perché solitamente il fantasy tende a prendere tutto molto seriamente, morti ammazzati un po’ ovunque e cattivi cattivissimi sono un punto fermo irremovibile. Bene, L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi è una piacevole eccezione. I brutti sono buoni, più o meno, la protagonista è una bambina, Tiffany, una giovane aspirante strega, e la cattiva è niente meno che la Regina delle Fate.

I buoni sarebbero i Nac Mac Feegle, i Piccoli Uomini Liberi, un’armata di spiritelli blu, ladri, amanti delle risse e ubriachi per definizione, espulsi dal Paese delle Fate per ubriachezza molesta. Tutto ha inizio quando la Regina delle Fate rapisce il fratellino di Tiffany, e la piccola, accompagnata da questi strani ometti blu, che nulla hanno a che spartire con i Puffi, armata di padella e un libro magico decide di andare a riprenderselo.

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