Fidarsi delle opinioni letterarie, una riflessione

In questi giorni sto seguendo con interesse le interviste pubblicate sul blog klit.it, domande discorsive rivolte a due blogger letterari molto conosciuti, dicono, in realtà i blogger in questione rimangono anonimi, forse per i troppi sassolini lanciati hanno preferito sputtanare, sì, ma nell’anonimato. Una chiacchierata attuale su chi scrive di libri, dove e come, marchette e link a siti maggiormente frequentati, il malumore appare evidente, anzi, lo potrei definire spiazzante realismo, tanto da mettere in seria crisi chi vive di libri, e, tendenzialmente, si informa prima di deciderne l’acquisto.

Non tutto viene buttato fuori dalla finestra, per fortuna, l’intervista sottolinea che chi scrive opinioni sensate, coerenti, senza tornaconto e meritevoli ancora resiste, ma la tendenza è accontentare l’editore e aumentare le visite al blog, o portale, dove queste recensioni vengono pubblicate. Libero mercato, libere opinioni, libertà di leggere. Insomma…

Un consiglio utilissimo, a mio avviso, viene dato proprio dall’intervistatore:

Se in un blog letterario leggo ogni settimana che i libri di cui si parla sono tutti capolavori capisci che mi insospettisco!  

Non posso che dimostrarmi pienamente d’accordo. È abbastanza improbabile ritenere tutte le novità editoriali capolavori imperdibili, talenti unici e storie avvincenti, anzi, personalmente mi capita fin troppo spesso di imbattermi in libri fiacchi, senza forza, e, purtroppo, con poca attenzione alla lingua, italiana o straniera che sia.

Librieparole è un blog amatoriale, un divertimento utile, spero, e talmente piccolo da passare inosservato, mediamente anche se un libro non mi ha entusiasmata cerco di non stroncarlo con termini a mio avviso inutili come una schifezza o simili, non per gentilezza ma perché ritengo che indipendentemente dal mio giudizio un libro costi fatica, e anche se il risultato è minimo tale sforzo è da tenere in considerazione, o, quanto meno, merita la giusta attenzione dalla sottoscritta.

A volte, invece, mi capita di affrontare la lettura di libri talmente brutti da non ritenerli nemmeno degni di una recensione. A volte.

Foto | Ilike-italy.it 

Perchè Libri e Parole

bambino che leggeIl primo post di un nuovo blog emoziona, da un lato mi sto chiedendo ma chi vuoi si filerà i miei pensieri deliranti, giudizi personali e opinabili reazioni, dall’altro però un sonoro ma chi se ne frega mi giunge dal cuore. Scrivo questo blog perché amo leggere, e pur cercando opinioni nel web di questo o quel libro spesso queste mi deludono. Quindi spero di poter dare qualche interessante spunto a chi come me ha questa strana passione nell’anima e di contro mi auguro di venire illuminata dal popolo della rete.

Libri famosi, libri sconosciuti, classici, belli e brutti, perché sia chiaro i libri brutti non portano un bollino rosso in copertina si riscoprono illeggibili solo una volta terminati, comprati e definitivamente cestinati. Esattamente come i belli, magari introvabili nascosti tra gli scaffali di un mercatino polveroso tra un’odiosa statuetta in porcellana e un binocolo senza lenti.

Spero di non annoiare, l’intento è dare informazioni in maniera leggera, veloce e facilmente reperibili, senza sbadigli ma con molta ironia, e se e mie speranze risulteranno vane, pazienza, nel web c’è posto per tutti.

A.