Red Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill

rednoticeRed Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill, è una di quelle letture che ti inchiodano al divano e non ti concedono respiro; ma, l’aspetto più inquietante del romanzo è che è tutto vero. Non solo, ammetto che più volte mi sono dovuta ripetere che no, non si trattava di un racconto storico, e no, non era l’ennesima “favola” di 007 e affini. No.

La storia di Browder Bill parte dai primi anni novanta ma si sviluppa in tutta la sua tragedia nel 2010. Sei anni fa. I nomi dei politici che incontriamo sono gli stessi della cronaca attuale, e questo dettaglio disturba. Inutile girarci attorno, siamo convinti che determinate torture fisiche e psichiche, si siano fermate al passato, alla guerra fredda, a periodi storici lontani dal nostro quotidiano. Ne siamo talmente convinti che Red Notice – Scacco al Cremlino rappresenta un brutto e brusco risveglio. Certo, leggiamo le notizie, conosciamo la storia della Russia, sappiamo benissimo che non è un paese facile e prendiamo le distanze da molte vicende che la raccontano. Ma sono comunque vicende lontane da noi. Non ci appartengono, le assimiliamo, certamente le condanniamo, ma fondamentalmente non cambiano la nostra quotidianità.

Il romanzo di Browder Bill, invece, ci costringe a vedere il mondo, quello di oggi, quello che dovrebbe essere moderno e civile, con altri occhi, ci costringere a prendere coscienza di realtà attuali atroci, impossibili da perdonare.

La storia di Browder Bill è particolare, dopo una giovinezza passata più a combattere la storia della sua famiglia che a capire cosa realmente vuole dalla vita, finalmente chiarisce ogni dubbio con se stesso e decide di dedicare vita e lavoro alla Russia, o meglio ai capitali della Russia.  Diventa così uno dei più famosi uomini d’affari e fa la sua fortuna dirigendo il più grande fondo di investimento dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Hermitage Capital Management.

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