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La classe fa la ola mentre spiego a cura di John Beer

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Lunedì è suonata la campanella di settembre, quella più dura, la prima, tra polemiche pianti e sbadigli, tanti se non ricordo male. Per loro ho rispolverato questo simpaticissimo libriccino La classe fa la ola mentre spiego a cura di John Beer, una raccolta di note disciplinari, racconti, spaccati di vita quotidiana capaci di far sorridere chi legge, probabilmente di portare all’esaurimento chi le ha vissute in prima persona.

Durante l’ora di filosofia la classe stenta a credermi.

Tutto nasce da un blog dove un ragazzo, pare liceale, decide di raccogliere le follie arrivate per sentito dire, follie verissime sottolinea l ‘autore, note disciplinari scritte nero su bianco sul terribile registro. Si sparge la voce e tutti vogliono raccontare una nota a John Beer; a questo punto arriva la Rizzoli, visita il sito in questione, ieri sette in condotta poggi ribattezzato www.notadisciplinare.it, ride, raccoglie e pubblica.

Se avete amato la scuola comprese le note, le punizioni, le risate e la paura ante interrogazione La classe fa la ola mentre spiego è capace di ravvivare ricordi momentaneamente assopiti, e comunque assicuro il divertimento. Teppisti? No! Solo ragazzi!

C. corre per i corridoi urlando “Dio mi insegue”.

Gli alunni hanno buttato la cattedra dal terzo piano definendola di materiale scadente.

A. mente sapendo di mentire.

Durante le due ore di assemblea di classe concesse alla VE per eleggere i rappresentanti, risultano eletti Maradona con 23 voti e Franco Califano con 7.

Gentile signora, suo figlio A. dall’inizio delle lezioni cerca in tutti i modi, con azioni allucinanti, di prendere una nota pur di vederla pubblicata in un sito dove tali bravate sono oggetto di culto. Aggiungo che voleva fotografare il registro.

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Zone umide di Charlotte Roche, romanzo erotico triste

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Sei convinto di avere tra le mani un romanzo erotico, tanto da venire definito dall’opinione pubblica tedesca scandaloso, e da raggiungere le vette della classifica di vendita mondiale di Amazon in pochi mesi, e invece ti becchi un romanzo triste senza  precedenti. Zone Umide di Charlotte Roche, Rizzoli, è un concentrato di psicologia, antropologia e sociologia; certo il sesso è presente, tra donne e uomini, tra donne e donne e tra donne e oggetti vari e impensabili, ma come posso prendere seriamente le avventure sessuali di una ragazzina che gioca con le puttane e contemporaneamente spera di vedere “rinnamorare” i genitori divorziati?

Helen ha diciotto anni, ma ne dimostra meno perché è minuta, e fa sesso, fin qui è tutto nella norma, il punto è che questo terremoto di ragazza gioca col sesso, con gli oggetti, con gli uomini e con le donne, quest’ultime le paga per capire come funziona il corpo femminile. La sua giovane età rende il romanzo interessante, i trenta avrebbero reso morboso ogni singolo racconto, mentre la curiosità di Helen conquista, a volte fa schifo, la protagonista ha un’opinione tutta personale sull’igiene, i vari liquidi del corpo, le caccole e così via.

Ma Helen è drammaticamente sola, intendiamoci ogni adolescente, o post adolescente occidentale soffre di solitudine mista a paranoia di pecora nera della famiglia, ma in questo caso Helen è davvero lasciata sola a se stessa. La tristezza che ne deriva da questo dettaglio è tale da rendere nullo ogni scabroso racconto della ragazzina, inoltre, più volte Helen ribadisce il suo essere portata a mentire, quindi chi può dire se i suoi dettagliati racconti siano veri o il frutto di una incredibile fantasia erotica?

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