Anita Blake, la cattivissima sterminatrice di mostri firmata Laurell K. Hamilton

Le saghe vampiresche superano di molto le trilogie tanto amate dai lettori del genere fantasy, vedi il ciclo infinito di Sookie Stackhouse, probabilmente la fantasia di questi autori, anche se dovrei definirle autrici perché a spanne pare che le donne si divertano maggiormente a narrare storie dal risvolto sanguinolento, non accetta limiti. O, realisticamente parlando, le storie e i personaggi che funzionano, soprattutto a livello economico, necessitano di maggiore attenzione e tempi lunghi.

Tra le più amate eroine del genere vampiro e lupo mannaro, troviamo sicuramente ai primissimi posti Anita Blake creata dalla scrittrice Laurell K. Hamilton. Anita è una ragazza di ventisei anni, bassetta, un metro e sessanta circa, tonda nei punti giusti, negromante e sterminatrice di mostri, con tanto di licenza; contemporaneamente Anita è amante di un vampiro e di un lupo mannaro, più un paio di altre strane creature. Mica stupidaggini.

La saga di Anita Blake è un interessante mix tra horror, fantasy e eros,  qualche tratto in comune con la serie dedicata alla bionda Sookie è innegabile, ma lo stile narrativo si discosta totalmente, a mio avviso maggiormente crudo e duro nel caso di Anita, oltre a descrivere dettagliatamente torture e disastri vari l’autrice non si fa distrarre da orge più o meno esplicite grazie ai particolari poteri della protagonista.

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Ciclo di Sookie Stackhouse di Charlaine Harris, vampiri, mannari e fate

Ho iniziato la lettura del ciclo di Sookie Stackhouse di Charlaine Harris perché le prime due serie di True Blood, serie televisiva, mi sembrava carina anche se messa in onda ad orari proibitivi, per me che solitamente alle 22:00 crollo dal sonno. Confermo che i primi due libri della serie, Finché non cala il buio e Morti viventi a Dallas sono piacevoli, estivi, quanto meno nessuno può mettere in discussione la fantasia dell’autrice che è riuscita in un epoca di vampiri tutti uguali a creare una saga diversa.

Andiamo con ordine, la protagonista di ogni singolo romanzo, in italia siamo arrivati, credo, all’undicesimo, ma potrei aver perso il conto dell’intera faccenda, è Sookie Stackhouse, giovane e avvenente cameriera, unico cruccio della bella e biondissima ragazza la telepatia, percepisce i pensieri degli umani, sottolineo umani perché con Charlaine Harris è un dettaglio di enorme peso. Sookie vive in una immaginaria cittadina della Louisiana, più o meno in un momento imprecisato del XXI secolo. Punto di partenza della serie, i vampiri si sono presentati al mondo, non viaggiano in incognito e non dissanguano le vergini, o almeno ci provano, ma vivono di notte, alloggiano in case dotate di comode bare, possono viaggiare grazie a agenzie nate esclusivamente per i loro bisogni e alberghi dotati di camere con bara, lavorano, per lo più gestiscono locali notturni, e bevono sangue sintetico il True Blood inventato, pensate un po’, dai giapponesi.

Anche se definiti succhiasangue dagli umani, o non morti, i vampiri si sono inseriti nella quotidianità umana, e Sookie inizia a conoscere il loro mondo, fatto di intrighi politici, odi e rancori. Ovviamente si innamora, nella serie questo accade più o meno ad ogni libro, fa del sesso stupendo, viene costantemente menata, ma grazie al sangue di vampiro ritorna in forze in stile Buffy, e nel mentre conosce nuove creature come i mannari, i mutaforma, le fate ecc.

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