Wolf. La ragazza che sfidò il destino, di Ryan Graudin

Wolf_RyanGraudinWolf. La ragazza che sfidò il destino, di Ryan Graudin diventerà sicuramente il best seller dell’estate, e, a onor del vero, parte da un’idea geniale, ma … (qui inizio con i miei secondo me), si perde un po’ per strada, ed è davvero un peccato perché prometteva bene, molto bene.

Andiamo con ordine, l’idea geniale di partenza è l’intuizione dell’autrice di partire da un fatto storico e stravolgerlo, lei stessa spiega che il tutto ha avuto inizio con la domanda “E se…?” . E se Hitler avesse vinto e fosse riuscito a creare il suo impero? Cosa sarebbe successo?

Da questa idea lo stravolgimento, scivolato nel fanatsy (scivolone che personalmente non mi è dispiaciuto). Peccato la mancanza di dettagli storici che avrebbero reso il racconto verosimile e molto più intrigante.

Yael è una bambina di 6 anni, Yael è una giovane donna della resistenza. Il romanzo si concentra sul passato e presente della protagonista, inafferrabile creatura, vittima degli esperimenti del dottor Geyer, capace di cambiare volto semplicemente spostando le ossa.

Passato e presente si rimbalzano e permettono al lettore di comprendere meglio chi è Yael, la sua storia, le sue origini. Sebbene la struttura del romanzo e l’insieme della storia conquista il lettore sono i dettagli a stranire. Il campo di concentramento è irreale, non rispecchia la realtà e convince poco: un concentrato di romanzi altrui. Così come le improbabili moto scelte per la gara, e la gara stessa, non credo che nel 1954 le strade in Africa, e nel mondo in generale,  potessero vantare un tanto scorrevole passaggio, la stessa Parigi Dakar iniziò nel ’79. La gara è comunque la colonna portante di tutto il romanzo: Yale, trasformata nella vincitrice Adele, solo se riuscirà a vincere il Tour dell’Asse, una corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo, potrà ballare con Hitler durante il  Ballo del Vincitore.

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