L’apprendista libraio – il romanzo, di Stefano Amato

L’apprendista libraio – il romanzo, di Stefano Amato rischia di diventare un caso del web, rischia, perché data l’aspirazione alla solitudine, più volte sottolineata dall’autore, i risultati potrebbero travolgerlo, suo malgrado, costringendolo a confrontarsi con la tanto temuta razza umana. Stefano Amato è l’autore del blog Apprendistalibraio, un esilarante diario dove un commesso, un po’ acido, trascrive alcuni dialoghi surreali con clienti insoddisfatti, nervosetti e a volte un tantino psicopatici. Personalmente mi ha conquistata la flemma dell’autore, stessa flemma, mista a una giusta dose di triste disillusione, ritrovata con piacere anche nel romanzo, “sospetto” autobiografico. Il libro è un “romanzo autoprodotto (non ha dietro case editrici, uffici stampa, critici autorevoli eccetera; è un mero patto fra autore e lettore)“, un patto ben riuscito, infatti oltre ai fedeli lettori del blog sembra che il libro di Stefano Amato stia riscuotendo un notevole successo anche su Amazon, meritato.

L’apprendista libraio è un ritratto realista di quel mondo, e di quei giovani, che proprio in questi giorni vengono nominati spesso dal girone della politica, quelli che dovrebbero smettere di cercare un posto fisso perché è noioso, quelli che stanno troppo attaccati a mamma e papà, e avanti di stereotipi. Da settimane la cronaca ci regala questi sipari di frasi fatte, e attacchi ugualmente scontati, che dipingono i trentenni italiani come noiosi ragazzotti mammoni, incapaci di arrangiarsi, e impauriti del futuro. Stefano Amato offre una fredda descrizione delle generazioni, e dei generi, senza mai cadere nell’ovvio, mi ha ricordato Efraim Medina Reyes, per realismo e per la capacità di rendere narrativa la quotidianità di molti.

Santo è un ragazzo di Siracusa, da 5 anni svolge la mansione di apprendista libraio in una piccola libreria del centro, senza ferie, senza malattia, senza tredicesima e senza quattordicesima, gli straordinari gli vengono pagati, di meno, probabilmente perché sono eccezionali per davvero. L’apprendista libraio Santo sostiene di amare una vita senza problemi e affanni, di non volersi torturare sui quesiti del domani, e di analizzare solo il qui e ora, eppure al lettore non sfugge un sottofondo di sarcasmo, triste sarcasmo. Santo si innamora, e come tutti soffre, ha paura della malattia, e ama fare sesso. Un ragazzo normalissimo, che ama divertirsi, non desidera “mettere la testa a posto”, va al mare, suona la chitarra, assolutamente nulla di così drammatico o fuori posto. Se non fosse che Santo analizza se stesso con un cinismo spietato, il suo lavoro, i suoi clienti, e anche i suoi amori, dai vestiti alla sensazione di noia, fino a sfiorare un misto di depressione sconfitta che lo conquista durante le calde sere estive :

Era estate e la libreria cominciò a riempirsi di turisti. Una marea di gente che proveniva da tutto il mondo. La maggior parte voleva usare internet, oppure chiedeva se avevamo libri illustrati sulla Sicilia; libroni massicci, pieni di foto, che si sarebbero dovuti portare in aereo pagando il bagaglio extra per il gusto di mostrarli agli amici e darsi delle arie. Alcuni compravano Il gattopardo o i libri di Pirandello perché pensavano fosse fico leggersi un romanzo negli stessi posti in cui è ambientato. Magari lo era, ma da dietro il bancone di una libreria sembrava solo stupido.”

L’apprendista libraio – il romanzo

Stefano Amato

Euro 2,99