Le sorgenti del male di Zygmunt Bauman, un concentrato di spiazzante realismo

le sorgenti del male BaumanZygmunt Bauman non ama i giri di parole, la frasi abbellite per aggiudicarsi il consenso del grande pubblico, no, il noto pensatore va dritto al punto, senza cercare di ingannare il suo lettore. Le sorgenti del male, Ed. Erickson 2013, rappresenta, a mio avviso, uno di quei volumi da tenere sempre a portata di mano, in borsa, sulla scrivania, magari tra i libri in cucina, perché in qualsiasi momento si desideri approfondire un concetto, un pensiero, anche se letto e riletto, la lucida analisi di Bauman riesce a catapultarci nella realtà, senza falsi miti, eccessi di buonismo, o superficiali valutazioni.

Il male esiste, probabilmente lo potremmo definire un virus dormiente presente in ognuno di noi, altrimenti non riusciremmo a spiegare le atrocità commesse, e successivamente giustificate e accettate, dal genere umano contro il genere umano stesso. In barba a ogni ragionamento e cornice di moralismo, tendiamo a dimenticare e accettare il troppo. Le stragi, le due bombe atomiche, gli ordini eseguiti in quanto tali.

La storia ci insegna che il vicino, il buon vicino, quello che rispetta tutte le regole del condominio, può un giorno diventare un mostro. Come possiamo valutare una simile realtà? Come possiamo accettare di essere potenziali mostri a nostra volta? E con quale scusa giustifichiamo e dimentichiamo le atrocità compiute in nome del progresso, di una nazione, di una tanto acclamata pace? Secondo Bauman alcune condizioni risvegliano il male, e inoltre: La ripetizione di una violenza è non solo possibile ma probabile.

Continue reading Le sorgenti del male di Zygmunt Bauman, un concentrato di spiazzante realismo

Zygmunt Bauman Conversazioni sull’educazione, recensione

Come promesso eccomi alle prese con la recensione del nuovo libro di Zygmunt Bauman, Conversazioni sull’educazione, scritto in collaborazione con Riccardo Mazzeo e edito dalle Edizioni Erickson. Chiaro e lucido sono le impressioni che mi hanno convinta alla fine della lettura; Riccardo Mazzeo accompagna Zygmunt Bauman in un inteso e attuale viaggio attraverso i dubbi contemporanei, dal destino delle nuove generazioni, alla speranza per il futuro, fino alla tanto attesa, e temuta, rivoluzione culturale.

Ci sono libri che vanno, come certi eventi del passato, semplicemente li dimentichiamo, a volte la memoria li ripesca e alcune frasi o pensieri riaffiorano all’occorrenza, poi ci sono libri che odiamo, disgustati li gettiamo, personalmente ritengo che alcuni andrebbero bruciati senza troppe cerimonie alla Pepe Carvalho, infine altri rimangono.

Conversazioni sull’educazione è un libro che fa riflettere, senza pretendere eccessi complicati, senza troppi giri di parole, ma capace di catturare l’attenzione del lettore semplicemente perché narra, descrive e cerca di spiegare il nostro oggi, con occhi a volte tristi, altre colmi di speranza, ma pur sempre rimanendo nella realtà senza allontanarsi da chi ogni giorno litiga con la vita.

«Normalità» è il nome elaborato ideologicamente per significare maggioranza.  Cos’altro può significare, «normale», se non il fatto di ricadere in una maggioranza statistica? E cos’altro significa, «anormalità», se non l’appartenenza a una minoranza statistica? Parlo di maggioranze e minoranze perché l’idea di normalità presuppone che alcune unità di un totale complessivo non siano conformi alla «norma»; se il 100 per cento delle unità recassero gli stessi tratti distintivi, sarebbe difficile che emergesse l’idea di una «norma». Quindi l’idea di «norma» e «normalità» implica una dissimiglianza, una difformità: la suddivisione di un totale complessivo in una maggioranza e in una minoranza, in un «la maggior parte» e «alcuni». La «elaborazione ideologica» che ho menzionato si riferisce alla sovrapposizione del «si deve» sull’«è»: non soltanto le unità di un certo tipo sono in maggioranza, ma esse sono come «dovrebbero essere»; sono «giuste e appropriate»; al contrario, quelle che difettano dell’attributo in questione sono come «non dovrebbero essere» — «sbagliate e inappropriate».

Conversazioni sull’Educazione

Zygmunt Bauman in collaborazione con Riccardo Mazzeo

Edizioni Erickson

2012

Presentazione del libro: Conversazioni sull’educazione di Zygmunt Bauman

Per chi dovesse passeggiare in quel di Trento sabato segnalo un interessante evento: a Gardolo, TN, nella sede delle Edizioni Erickson verrà presentato il nuovo libro di  Zygmunt Bauman  Conversazioni sull’educazione. Ore 17:30.

Di seguito il comunicato, e a giorni la recensione, promesso…

Conversazioni sull’educazione di Zygmunt Bauman

Sabato 3 dicembre alle ore 17:30 presso la sede delle Edizioni Centro Studi Erickson verrà presentato il nuovo libro di Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo di fama mondiale

Conversazioni sull’educazione

Qual è il ruolo dell’educazione in un tempo che ha smarrito una chiara visione del futuro e in cui l’idea di un modello unico e condiviso di umanità sembra essere il residuo di un’era ormai conclusa? Quale ruolo dovrebbero rivestire gli educatori ora che i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi sempre più cospicui di persone hanno creato comunità variegate in cui culture differenti si ritrovano a vivere fianco a fianco senza più essere unite dalla convinzione che l’altro verrà prima o poi assimilato alla «nostra» cultura? ”

Questi i quesiti, decisamente attuali e complessi, a cui Zygmunt Bauman cerca di dare delle risposte chiare e esaustive nel suo nuovo libro Conversazioni sull’educazione scritto in collaborazione con Riccardo Mazzeo, ed. Erickson; quesiti fondamentali “per riflettere sul ruolo dell’educazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.”.

Il libro verrà presentato sabato 3 dicembre alle 17:30 presso la sede delle Ed. Erickson a Gardolo, Via del Pioppeto 24, Trento, presenti entrambi i conversatori.